I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Cookie Policy   -   OK
02/06/2016 06:30:00

Marsala, l'omicidio Mirarchi. Arrestato il proprietario delle serre con la marijuana

19,00 - Nella serata di venerdì 3 giugno 2016, presso la chiesa dei Salesiani di Marsala, con ingresso dalla via Dello Sbarco, sarà allestita la camera ardente in onore del Maresciallo Capo Silvio MIRARCHI.
Sabato 4 giugno, alle ore 11:00, saranno celebrate, in forma solenne, le esequie del militare caduto, presso la chiesa S. Tommaso in Canterbury (Chiesa Madre) di Marsala, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di corpo d’armata Tullio DEL SETTE.

15,00 - A poche ore dalla morte del maresciallo capo Silvio Mirarchi, ucciso in un agguato nelle campagne di Marsala, i carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno fermato, Francesco D’Arrigo, 54 anni, originario di Partinico, nel Palermitano. È il proprietario delle serre in cui era stata impiantata la piantagione di canapa indiana (6 mila piante, che avrebbero potuto fruttare oltre 4 milioni di euro) che sarebbe stata scoperta, durante un servizio di appostamento, proprio dal sottoufficiale e da un suo commilitone. I due, in borghese, nella notte fra martedì e mercoledì stavano tenendo d'occhio la zona quando almeno due persone, alle loro spalle, hanno sparato sette-otto colpi di pistola. Silvio Mirarchi, 53 anni, è stato colpito da due proiettili ad aorta e rene ed è poi deceduto ieri pomeriggio all'Ospedale civico di Palermo dove era stato trasportato in elisoccorso da Marsala. Oggi, sarà effettuata l'autopsia e sabato, nella Chiesa Madre di Marsala, potrebbero celebrarsi i funerali. Durante la tradizionale parata del due giugno, ai Fori Imperiali di Roma, è stato ricordato il suo sacrificio ed è stato salutato con un lungo applauso.

Questa la foto dell'arrestato. 



Le indagini. Intanto gli uomini del Comando provinciale di Trapani, guidati dal colonnello Stefano Russo (già comandante del Reparto operativo speciale di Roma che condusse l'inchiesta ribattezzata «Mafia Capitale»), stanno battendo palmo a palmo le campagne e indagando a 360 gradi sull’agguato efferato. Gli investigatori hanno già interrogato l'indagato che, attualmente, deve rispondere di coltivazione di sostanze stupefacenti. I militari stanno verificando il suo alibi su cosa faceva e dov'era all'ora del delitto. In più, stanno cercando di capire se altre persone si occupavano o «proteggevano» la sua coltivazione di canapa. Infatti, una delle ipotesi d'indagine più accreditata è che a sparare possano essere stati dei «guardiani» ormai comuni nelle campagne che vanno da Trapani a Mazara del Vallo per via dei numerosi furti. L’inchiesta è coordinata dal pm più anziano della procura di Marsala, Anna Cecilia Sessa e si è partiti dalla ricostruzione di quegli attimi terribili fatta dall’appuntato dei carabinieri che si trovava al fianco di Mirarchi quando è avvenuta la sparatoria.

I precedenti. Qualche settimana fa, un romeno era stato ferito a colpi di fucile in una zona non lontana da quella dell'agguato a Mirarchi da «custodi» di una piantagione di canapa indiana che, poi, proprio per via del ferimento è stata scoperta e sequestrata. A fine maggio, invece, un cadavere carbonizzato è stato ritrovato a circa un chilometro di distanza da questa piantagione e i carabinieri stanno indagando, anche con accertamenti del Ris e impiego di cani «molecolari», per capire se il cadavere possa appartenere a un complice del romeno ferito. Da decenni, ormai, il Trapanese è diventato un centro di produzione di marijuana che, come hanno svelato varie inchieste, è di elevata qualità e per questo molto ricercata dai consumatori. Probabilmente Silvio Mirarchi, stava conducendo un'attività investigativa sulla rete locale di coltivatori, guardiani e spacciatori di marijuana. 

11,00 - E' stato arrestato ieri sera dagli uomini del Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, guidati dal Colonnello Stefano Russo, il proprietario del terreno in cui sorgeva la piantagione di marijuana che stava sorvegliando il Maresciallo Silvio Mirarchi prima di essere ferito mortalmente da alcuni colpi di pistola sparati alle spalle. Si tratta di una delle piantagioni più grandi mai scoperte in provincia di Trapani, con circa 6 mila piante di canapa, occultata nelle serre, tra ulivi e frasche, nelle campagne di Marsala. Siamo tra le contrade Ventrischi e Scacciaiazzo. Mirarchi e un suo collega martedì sera ispezionavano quel territorio, cercavano di capire cosa accadeva in quelle due serre apparentemente abbandonate. Quando sono stati raggiunti da colpi d'arma da fuoco, probabilmente da parte di chi sorvegliava la piantagione, che forse credeva che i due carabinieri in borghese fossero dei ladri di marijuana.
Comincia dalle dichiarazioni del carabiniere rimasto illeso nell'agguato la caccia ai responsabili, comincia dall'arresto del proprietario del terreno in cui erano coltivate le piante di marijuana.
 

06,30 - Amava così tanto l'Arma, quella divisa, quella fiamma, che aveva messo lo stemma come immagine del profilo Facebook. Silvio Mirarchi, 53 anni, originario di Catanzaro, ma residente a Marsala con la famiglia (la moglie, e due figlie) da anni, era un Carabiniere, non si tirava indietro se c'era da investigare, da correre dei rischi. La vita dell'uomo in divisa non conosce orari, non conosce feste, non conosce gratitudine. Si fa tutto in silenzio, per garantire la sicurezza della comunità, senza attestati di stima, tutto per il dovere, tutto per amore di quella divisa. Martedì sera il Maresciallo Silvio Mirarchi era appostato con un suo collega dalle parti di contrada Scacciaiazzo, nella periferia sud di Marsala. Erano in borghese, tenevano d'occhio una pista che avrebbe portato la Compagnia di Marsala a scoprire l'ennesima piantagione di marijuana. Erano le 23 circa quando qualcuno spara alle spalle dei due carabinieri in borghese. Mirarchi ha la peggio, viene colpito a un rene e un proiettile gli perfora l'aorta. Mirarchi, maresciallo, vicecomandante della Stazione di Ciavolo, è morto ieri dopo ore di interventi per salvargli la vita.
La sua fiamma si è spenta a 53 anni. Il Maresciallo Mirarchi era di origini calabresi, Catanzaro, viveva a Marsala da diversi anni, con la moglie e due figli ventenni. E' morto mentre indagava in una zona sperduta della città, fatta di serre nascoste tra gli arbusti, e cave di tufo coperte negli anni dalla criminalità organizzata. E' stato un “brutale agguato”, come l'ha definito il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che per primo ha reso il cordoglio del Quirinale e dell'Italia. Un agguato su cui indagano i Carabinieri del Comando provinciale di Trapani che hanno cominciato una vera e propria caccia all'uomo e che preferiscono mantenere il riserbo.

Da qualche giorno in quella zona della città, una terra di nessuno, succede qualcosa di strano. Durante lo scorso fine settimana un uomo è rimasto ferito in uno scontro a fuoco con altre persone nella zona di Samperi per furti di marijuana che avvenivano in una piantagione poi scoperta dai Carabinieri. Sempre in quelle zone è stato poi trovato il corpo senza vita di un cittadino romeno, un cadavere collegato alla sparatoria di qualche giorno prima. Su questi fatti gli inquirenti hanno mantenuto il massimo riserbo non lasciando trapelare alcun dettaglio che potesse compromettere l'incessante attività investigativa in atto. E quello che è accaduto martedì sera potrebbe essere collegato ai fatti di contrada Samperi, che non è molto distante dal luogo dell'agguato.
Martedì sera Mirarchi si trovava in quelle stesse campagne per un appostamento antidroga con un collega. I due militari appostati sarebbero stai colti alle spalle da sconosciuti che hanno sparato contro gli uomini dell'Arma. Mirarchi è stato colpito a un rene. Soccorso dal collega è stato trasferito prima all'ospedale di Marsala poi a Palermo.  Al Villa Sofia, durante tutta la giornata di ieri i medici hanno tentato di salvargli la vita ma le sue condizioni erano molto gravi. Secondo alcune fonti sanitarie il maresciallo era arrivato un un buco nell'aorta e perdeva molto sangue, con poche possibilità di essere salvato. La salma sarà sottoposta all'autopsia. La zona in cui è successo l'attacco è stata setacciata dagli investigatori che hanno scoperto, non molto lontano, due serre con circa seimila piante di marijuana.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto profondamente addolorato e ha inviato al comandante generale Tullio Del Sette un messaggio di cordoglio, esprimendo la ferma condanna per "il brutale agguato, che priva l'Arma di un servitore dello Stato coraggioso ed esemplare". Mattarella ha pregato il generale di far giungere alla famiglia della vittima la solidarietà e vicinanza, a nome dell'Italia intera e sua personale.
Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha trasmesso vicinanza e cordoglio all'Arma dei Carabinieri e alla famiglia del maresciallo.
“Con profondo dolore ho appreso della morte del maresciallo capo Silvio Mirarchi. Vicina alla sua e alla grande famiglia dei Carabinieri", è il messaggio del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore.
“Il dolore della famiglia per la scomparsa del maresciallo Silvio Mirarchi, è il dolore di una città che - oggi- affettuosamente abbraccia la moglie e i due figli di questo nostro concittadino servitore dello Stato. Una morte che addolora ciascuno di noi, ancor più profondamente perché avvenuta nell’atto di compiere il proprio dovere. Saremo eternamente grati al valoroso carabiniere Silvio Minarchi; così come riponiamo la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine affinchè al più presto vengano arrestati gli assassini. A nome dell’Amministrazione comunale e della Città di Marsala, esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia Mirarchi e solidarietà all’Arma dei Carabinieri”. Questo il messaggio del Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e del presidente del Consiglio comunale Enzo Sturiano.
L'omicidio del maresciallo Mirarchi ha scosso tutta la città, che oggi si sveglia più arrabbiata. Come tramortita è la grande famiglia dell'Arma dei Carabinieri, che nel silenzio svolgono indagini complicate e pericolose. E' un momento triste per l'Arma, è un momento triste per la città di Marsala, colpita al cuore, colpita nelle istituzioni che lavorano per garantire la sicurezza di tutti.


Ti potrebbe interessare anche:

comments powered by Disqus