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11/11/2016 06:30:00

Mazara. Così i consiglieri sono stati costretti a diminuirsi il gettone di presenza

Si erano aumentati il gettone di presenza addirittura con il parere contrario espresso dal dirigente comunale del tempo, in modo non congruo, secondo la legge. Era il 2004 e, a maggioranza, i consiglieri comunali di allora si ‘premiarono’ aumentandosi l’emolumento da 64 a 95 € per la partecipazione alle riunioni di Consiglio e commissioni. Su segnalazione del Centro studi ‘La Voce’ – capeggiato da Girolamo Pipitone ex assessore provinciale e per lungo tempo membro dello staff del sindaco Nicola Cristaldi (Fratelli d’Italia) – la Regione, tramite l’assessorato alle Autonomie Locali, aveva inviato nel 2015 un ispettore che ha lavorato sulla questione per quasi un anno. Ebbene il funzionario regionale ha dato ragione al denunciante ed imposto all’attuale Consiglio comunale il dietro front. La querelle è giunta in Aula qualche giorno fa.

Il calcolo aggiornato 
Il segretario comunale Antonella Marascia, prendendo spunto dalle criticità segnalate dall’ispettore regionale, aveva proposto di ‘annullare in autotutela’ l’atto consiliare del 2004, ma non solo. Il funzionario comunale, dopo farraginosissimi calcoli, ha suggerito all’Assise cittadina di rideterminare al ribasso il gettone. “Sfido chiunque – ha affermato Marascia in Aula – a dare una corretta determinazione dell’importo: la norma fissa solo un importo minimo, non abbiamo nessuna circolare applicativa. Oggi – ha continuato il segretario comunale – noi abbiamo la certezza, come da risultanza dell’ispezione ,che a 95 € il gettone è illegittimo; quello calcolato da me alla luce della giurisprudenza della Corte conti, a oggi, è di 72,36 €”.

No annullamento, si revoca
La proposta di eliminare l’atto ha provocato non pochi ‘mal di pancia’ tra tutti i consiglieri. Un nervosismo evidente e strisciante quello che si respirava tra i banchi dell’Aula, poiché nessuno ha voluto prendere tra le mani la patata bollente. Il rischio di possibili ripercussioni giudiziarie e richieste danni, da parte dei passati consiglieri nei confronti dei nuovi, ha pesato come una spada di Damocle. In pratica i consiglieri di maggioranza e opposizione si sono rivolti ad un team di avvocati che hanno suggerito di emendare l’annullamento trasformandolo in revoca. Mossa strategica utile a tentare di salvare capra e cavoli. Gli emendamenti e l’atto, approvati da quasi tutti i gruppi, con qualche eccezione di singoli consiglieri, hanno portato il gettone da 95 a 70,64 euro lordi a seduta (Consiglio e Commissione); hanno determinato che il nuovo calcolo abbia effetto solo dal 1° aprile 2016 (periodo dal quale l’attuale Consiglio non percepisce alcuna somma in autosospensione) al tempo stesso sanando o non prendendo posizione però a riguardo dei gettoni precedenti.

La confusione regna sovrana
Gli stessi consiglieri hanno pure dichiarato che questa soluzione sarà soggetta al via libera successivo della sezione di controllo regionale della Corte dei Conti: in pratica una soluzione ‘pilatesca’. In molti hanno affermato in Aula che nel caso la magistratura contabile non avallerà tale deliberazione si rimetteranno al lavoro per venire incontro alle nuove indicazioni della stessa.

La "fuga" della segretaria Diadema (Pd)
Un siparietto, tra il tragico e l’esilarante, si è avuto con la fuga dall’Aula della segretaria cittadina e consigliera PD, Teresa Diadema. La stessa, infatti, dopo aver letto un documento scritto, nel quale si asseriva che a causa di un ‘conflitto di interesse’ non avrebbe votato l’atto ed avrebbe abbandonato l’Aula (i lavori erano iniziati da 35 minuti). “Non esiste alcuna incompatibilità – ha affermato in modo perentorio il segretario generale del Comune – è solo il Consiglio che può decidere la questione e nessun altro”.
Se avesse avuto meno fretta, Diadema avrebbe forse potuto cambiare idea, evitando di esporsi alle critiche in Aula di alcuni colleghi, sia di partito che di altri schieramenti.

 

Alessandro Accardo Palumbo
Twitter: @AleAccardoP