30/05/2011 04:31:04

Grandi critiche al portale turistico della Provincia di Trapani. E alle polemiche risponde D’Alì…

Un portale nato con estremo ritardo. Doveva essere pronto – secondo la determina n. 72 del 4 Agosto 2010 – entro Ottobre dello scorso anno, ma è arrivato on line solo un mese fa.
La lettera di invito per la trattativa privata (non sia mai che la Provincia faccia una gara…) è del 31 Dicembre 2009. La spesa impegnata è di 30.000 euro iva inclusa. Vince la ditta “Liberologico” di San Giuliano Terme, con 20.000 euro di offerta, più iva.
Annunciato come rivoluzionario dal Presidente della Provincia Turano, presenta in realtà diversi errori. E gli utenti della rete non hanno mancato di evidenziarli.
A dare il là su Facebook è stata Valentina: “E’ assolutamente incompleto, inesatto in moltissime notizie, con errori non solo veramente grossolani, ma di sintassi italiana! Pessima carta di presentazione al pubblico, tanto più che si tratta di un sito ufficiale”. E poi aggiunge: “Mi spiace dover fare notare la mediocrità qualitativa dei testi, sia nei contenuti che nella forma, in special modo per quelli che attengono al settore archeologia-arte. Da un portale il cui fine è quello di essere una cassa di risonanza per la nostra Provincia, anche e soprattutto attraverso le sue risorse culturali, ci si aspetta francamente di più. E di meglio, visto che le risorse umane per elaborare testi del genere non credo manchino, sul territorio. Ma, ne sono certa, si può sempre migliorare”.
Luca trova a seguire un altro errore: “ Io clicco su "archeologia" in home page, e a sinistra l'elenco dei comuni si ferma a San Vito lo Capo... Santa Ninfa, Trapani, Valderice e Vita ce li siamo persi per la strada”.
Poi, la parte più singolare della vicenda.
Scrive Roberto “Come al solito non tenete mai in considerazione il servizio Taxi”. E chi replica alla giusta critica dell’utente? Il Presidente della Provincia? L’ideatore del sito? No. Niente di meno che il senatore Antonio D’Alì: “La Provincia non li ha dimenticati ma li inserirà non appena i Comuni firmeranno il protocollo d'intesa e diranno i taxi muniti di licenza e chi no. Grazie”.
Che ne sa D’Alì di questo portale? Cosa lo porta a rispondere? E’ stato lui a decidere modi e tempi di inserimento dei contenuti?
Secondo il responsabile della Provincia per il portale, Antonio Bambina “ è vero, ci sono risorse descritte in modo superficiale; ma ce ne sono altre, a mio avviso, sufficientemente documentate. Abbiamo preferito rilasciare il portale, pur con alcune lacune, piuttosto che perdere ancora tempo, con la grave conseguenza di perdere anche le opportunità turistiche”. Aggiunge Bambina che “ i contenuti sono stati tratti e rielaborati i da precedenti progetti della Provincia di Trapani. Tale rielaborazione è stata curata da personale interno all'Ente e da collaboratori esterni, sotto la supervisione dell'XI Settore "Innovazioni tecnologiche".

Ma l’imbarazzo cresce, tant’è che la stessa società che ha realizzato il portale, Liberologico, deve prendere le distanze dai contenuti. Andrea Vecchi, chiarisce che non dipende da loro “ciò che è inserito nel portale a livello redazionale”.
Secondo Rosaria , “a parte gli errori di ortografia e punteggiatura, ci sono notevoli carenze e disattenzioni. Per farle qualche esempio: il Satiro di Mazara del Vallo, grande vanto siciliano ed italiano all'Expo di Aichi del 2005, non si trova sotto la sezione "archeologia" ma è appena menzionato in relazione all'ex chiesa di S.Egidio che lo custodisce, il castello di Venere è "occultato" dalle torri del Balio, l'Efebo di Selinunte (conservato al Museo Civico di Castelvetrano) ed i busti imperiali di Pantelleria (rinvenuti sull'Acropoli di S.Marco ed esposti in giro per l'Europa) così come il santuario della Malophoros a Selinunte non vengono neanche menzionati, appena due parole sul crocifisso ligneo di S.Domenico (raro esempio di Cristo morto e non morente in croce, recentemente restaurato) e nessun accenno al restauro ancora in corso alla chiesa del Collegio dei Gesuiti. Dulcis in fundo (ma potrei continuare...), il Santuario dell'Annunziata ed il Museo Pepoli sono "appena fuori il centro storico", non si parla del Castello di terra (distrutto per la costruzione della caserma "Fardella" poi sostituita dalla Questura) mentre la Colombaia è semplicemente definita una "torre trecentesca ottagonale, le cui origini si fanno risalire ad Amilcare Barca". Gli itinerari turistici, oltretutto, sono assolutamente ridicoli.