Casa di cura abusiva a Marsala, tutti rinviati a giudizio
La prima udienza del processo, che si svolgerà davanti al giudice monocratico di Marsala, è in programma l'8 novembre. I cinque sono accusati di sequestro di persona, abbandono di incapaci, maltrattamenti, somministrazione di farmaci guasti o non adeguati alle patologie, esercizio abusivo della professione sanitaria (prestate cure e terapie senza autorizzazione) e abusivismo edilizio. L'11 ottobre 2010 erano stati posti agli arresti domiciliari Baldassare Genna, cinquant'anni, assistente capo di polizia, in servizio nel locale commissariato (fu subito sospeso dal servizio), la moglie Vita Maria Rallo, 45 anni, ed il fratello Giuseppe Genna, 51. Furono invece denunciati Christian e Danilo Genna, rispettivamente di 22 e 19 anni, figli di Baldassare Genna e Vita Maria Rallo.
L’indagine, condotta dalla sezione di pg delle fiamme gialle di Marsala era sfociata nel sequestro preventivo di una villa in contrada Cardilla alla fine di febbraio 2010. Poi, ad Ottobre, gli arresti.
Danilo Genna è l'amministratore della «Farida», la società che gestiva «Villa Royal», che all'inizio del 2010 (dopo l'ordinanza di sgombero, firmata dal sindaco, della struttura di Dammusello) traslocò in una villa in contrada Cardilla. E qui, il 23 febbraio 2010, fecero irruzione i militari della sezione di pg delle Fiamme Gialle, che nella casa alloggio, autorizzata dal Suap ad ospitare nove anziani autosufficienti, trovarono circa 25 ospiti, alcuni non autosufficienti, con problemi psichici e in pessime condizioni igieniche.
"La casa alloggio - dichiarò il procuratore Alberto Di Pisa - era autorizzata soltanto a fornire ospitalità a nove anziani autosufficienti. Ed invece ce n'erano molti di più, non autosufficienti e spesso con problemi di natura psichica, ai quali venivano somministrati farmaci senza la prescrizione medica". Nella casa di cura abusiva sarebbero stati ospitati circa 25 anziani, quasi tutti con problemi di salute, che "di notte venivano chiusi nelle loro stanze, che solo la mattina successiva venivano ripulite dagli escrementi".E anche i bagni furono trovati in condizioni penose. Gli ammalati gravi, e ormai in fin di vita, «di notte venivano, inoltre, abbandonati in attesa del loro decesso». In altri casi, invece, gli anziani sarebbero stati «picchiati, burlati, lasciati cadere dal letto, ferendosi». A difendere i cinque imputati sono gli avvocati Diego Tranchida, Edoardo Alagna, Luigi Pipitone e Gaspare Stabile
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