Quasi cinque mesi di tempo per consentire agli imputati di valutare se scegliere di essere giudicati con rito abbreviato (diversi hanno già preannunciato questa possibile richiesta) o patteggiare la pena. Oppure proseguire sulla strada naturale, con bivio tra “non luogo a procedere” e rinvio a giudizio per il processo in Tribunale. Per decidere, gli imputati, insieme ai loro legali, hanno tempo fino al prossimo 19 ottobre. E’ questa la data fissata per la prossima udienza dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Marsala Matteo Giacalone, chiamato a decidere sulle richieste di rinvio a giudizio, per concorso in corruzione per l’esercizio della pubblica funzione, avanzate dalla Procura per Guglielmo Pellegrino “Pino” Ferrantelli, Vanessa Titone e Michele Maurizio Accardi, tutti consiglieri comunali marsalesi eletti nel 2020 nelle fila del centrodestra in liste a sostegno dell’ormai ex sindaco Massimo Grillo, non coinvolto nell’indagine (Ferrantelli unico rieletto alle recenti amministrative nelle fila dell’Udc, sempre a sostegno di Grillo), nonché per Sara Accardi, figlia di Michele Maurizio, per Antonio Giancana e Vincenzo Monteleone, consiglieri comunali rispettivamente a Castelvetrano e a Custonaci.
L’udienza preliminare era stata avviata davanti al gup Chiara Vicini, ma questa si è dovuta astenere in quanto già presiede il collegio del Tribunale di Marsala davanti al quale si tiene il processo ad altri tre coinvolti nella stessa inchiesta: l’ex senatore alcamese Antonino Papania, Angelo Rocca (uno dei collaboratori più stretti del politico) e Manfredi Vitello, vice presidente del Ce.si.fo.p, uno degli Enti di Formazione coinvolti.
A sostenere l’accusa nell’udienza preliminare davanti al giudice Giacalone sono i pubblici ministeri Sara Varazi e Diego Sebastiani.
Il procedimento è un filone dell’indagine, condotta dalla guardia di finanza, che nell’ottobre 2024 è sfociata in 14 misure cautelari di varia natura emesse dai gip dei tribunali di Marsala e Trapani su richiesta della procura europea (sede di Palermo) e della procura di Marsala. Secondo l’accusa, tra il 2021 e il 2022, i referenti del movimento politico “Via”, creato dall’ex senatore Papania (per lui, già in carcere per un’altra indagine, scattò un ordine di custodia cautelare ai domiciliari), che gestivano alcuni enti di formazione professionale, avrebbero dato o promesso posti di lavoro a parenti dei consiglieri comunali coinvolti, in cambio del sostegno politico. A difendere i sei imputati per i quali la Procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio sono gli avvocati Paolo Paladino, Paolo Pellegrino, Giuseppe De Luca, Guglielmo Ivan Gerardi, Andrea e Stefano Pellegrino e Francesco Messina.