25/09/2011 10:10:36

Dal 30 Settembre arriva "Drive" film premiato a Cannes con la miglior regia


Presentato alla stampa questa mattina ed accolto con convincenti applausi, la pellicola narra la storia di un autista senza nome, ''Driver'', nei cui panni si e' calato il candidato all'Oscar Ryan Gosling, recentemente apprezzato protagonista de ''Le Idi di Marzo'' di George Clooney.

Stuntman nel cinema, meccanico in un garage, il protagonista - talentuoso autista di auto di grossa cilindrata - conduce una vita solo apparentemente ordinaria.

La notte mette la sua precisione meccanica a servizio dei criminali di Los Angeles: cinque minuti solamente, dopodiche' saranno soli. Il casuale incontro con la vicina di casa Irene (Carey Mulligan) e il figlioletto Benicio (Kaden Leos), e l'inevitabile conoscenza del marito di lei, Standard (Oscar Isaac), cambiera' la sua vita: l'amore per la donna lo spinge in un mondo di corruzione e resa dei conti i cui protagonisti sono Bernie Rose (Albert Brooks), ex produttore cinematografico, e il suo amico d'infanzia Nino (Ron Perlman). A metterli in contatto sara' Shannon (Bryan Cranston), il datore di lavoro del ragazzo e il primo a credere in lui e nelle sue capacita' di pilota.

Scritto dallo sceneggiatore candidato all'Oscar Hossein Amini (''Le Ali dell'Amore''), ''Drive'' e' tratto dall'omonimo romanzo di James Sallis ed e' un coinvolgente noir che si avvale di straordinarie interpretazioni, una meravigliosa fotografia e una decisiva colonna sonora capace di ampliare sensazioni e sentimenti che la sola macchina da presa da' sin dai primi minuti.

''Buona parte dell'ispirazione viene dalle fiabe dei fratelli Grimm - ha spiegato alla stampa il regista - e proprio mentre le leggevo a mia figlia e' scattato in me l'interesse per la struttura di queste storie che iniziano con la purezza e poi cambiano nei toni scuri dove pero', alla fine, e' l'innocenza che prevale e il cattivo viene sconfitto''.

Amante del cinema italiano, e non solo dei grandi maestri come Rossellini e Visconti, Nicolas Winding Refn si definisce un regista feticista: ''Faccio i film che vorrei essere o vedere''. Confessa di aver rubato molto da Dario Argento e di amare il cinema di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi.

Quanto alla violenza del film, ha detto: ''Ho voluto raccontare, nella prima meta' del film, l'illusione e l'amore, senza tutte le complicanze. Ma perche' questo fosse piu' forte avevo bisogno di una violenza che arrivasse a sconvolgere lo spettatore. Non sono un regista politico e mi muovo solo nella direzione di dare un'emozione al pubblico''.