Demolizioni, stanno finendo i soldi. Il Comune studia le foto aeree ...
Spese impreviste. Alcune case, per esempio, erano più grandi rispetto alla cubatura
in possesso dai tecnici del Comune. C'era qualche stanza in più... un aumento di volumetria come da "piano casa" (abusivo) rimodulato per abitazioni altrettanto abusive. In altri casi, invece, tra le macerie è stato rinvenuto dell'amianto, il cui smaltimento ha un costo e un processo diverso da quello degli altri materiali di risulta. Per colpa di tutti questi intoppi la cifra impegnata lo scorso anno non basterà per tutte le 22 case, al massino se ne potranno demolire 10. E le altre che fine faranno? Aspettano tempi migliori. Gianfranco D'Orazio, dirigente del settore Territorio e Ambiente, ha già chiesto all'amministrazione un'integrazione di 200 mila euro, somma che verrà stornata dai riquilibri di bilancio e, per evitare contrattempi, ha chiesto 300 mila euro per la seconda trance di demolizioni. In questi giorni, infatti, l'ufficio abusivimo sta definendo l'elenco delle prossime 20 case destinate all'abbattimento. Altro giro, altra corsa. Come per il primo lotto, l'ordine viene stabilito in base alla data in cui l'immobile è stato acquisito al patrimonio comunale e dopo che il responsabile dell'abuso ha perso tutti i ricorsi eventualmente presentati al Tar o al Cga.
La "task force" anti abusivismo è composta da: 2 geometri e un contrattista. Da gennaio stanno verificando tutte le 5000 concessioni edilizie rilasciate in sanatoria dal 1980 ad oggi, relativamente alla fascia costiera. Attraverso l'esame delle aerofotogrammetrie del 1978 potranno effettivamente verificare l'esistenza delle strutture che sulla carta risultano essere state realizzate prima dell'entrata in vigore della legge regionale n. 78 del 1976. Per i proprietari che avranno dichiarato il falso inizierà l'iter previsto per le tutte le demolizioni. Ovviamente nessuno rischia in sede penale, il reato è estinto per prescrizione. Conti alla mano, se almeno la metà di queste abitazioni dovesse essere destinata alla demolizione come istanza finale, con l'attuale tempispica (1 al mese circa) si impiegherebbero più di cento anni. Crollerebbero per erosione, altro che ruspe.
Comunque, a differenza della proposta di legge sul riordino delle coste presentata all'Ars dall'on. Paolo Ruggierello (Mpa), il calendario delle demolizioni procede, anche se a rilento per mancanza di fondi e di organico. Il merito è anche dell'indagine aperta dalla Procura di Marsala per verificare tutte le responsabilità che hanno bloccato l'iter burocratico per più di trentanni.
Le indagini hanno vagliato anche la posizione dell'attuale dirigente D'Orazio, ma la sua posizione è stata archiviata. "Ho spiegato al Procuratore che questo accertamento, in fin dei conti, mi tutela anche davanti ai cittadini - commenta il dirigente -. Sono arrivato nel settore urbanistica nel 2003 quando tutte gli accertamenti erano stati eseguiti. Non ho mai avuto disponibilità economiche da destinare agli abbattimenti. Quando sono arrivati i soldi, nel 2011, sono iniziati i lavori".
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