Alcuni deputati preparano un "Pacchetto Sicilia" per il governo Monti
A rispondere all'iniziativa che ha avuto nel senatore del Partito democratico Enzo Bianco l'organizzatore ed ispiratore, sono stati i senatori Nino Strano (Fli), Giuseppe Palumbo, Pino Firrarello, Domenico Nania e Bruno Alicata (Pdl), Giampiero D'Alia (Udc), Nino Papania, Mirello Crisafulli, Benedetto Adragna (Pd), Carlo Vizzini (Psi), Giovanni Pistorio (Mpa), i deputati Basilio Catanoso, Enzo Gibiino, Vincenzo Garofalo, Salvo Torrisi, Alessandro Pagano, Enrico La Loggia (Pdl), Marco Causi, Marilena Samperi (Pd), Fabio Granata, Carmelo Briguglio (Fli), Gianfranco Micciché, Giuseppe Fallica (Grande Sud), Fabio Giambrone, Ignazio Messina (Idv) e l'eurodeputato Giovanni La Via (Pdl).
Ieri mattina a Catania a ritrovarsi attorno allo stesso tavolo per mettere in moto questa "macchina" è stata una decina di deputati. Una prima presa di contatto, al di fuori ed al di là delle specificità dell'appartenenza partitica in nome della tutela degli interessi della Sicilia, servita per concordare le azioni da fare, dandosi appuntamento insieme con gli altri che vorranno aggiungersi, a Roma, già da oggi e poi ogni settimana.
«Scriveremo subito al presidente del Consiglio – ha spiegato il senatore Enzo Bianco - per chiedere un incontro e aprire con lui un dialogo serrato affinché si diano risposte concrete alla crisi che sta vivendo la Sicilia. Sui temi che abbiamo individuato chiederemo di avere un interlocutore costante all'interno del governo per mettere a punto, tutti insieme nell'interesse della Sicilia e al di là delle appartenenze, dei provvedimenti rapidi ed efficaci, anche tramite emendamenti condivisi da presentare già al disegno di legge sulle liberalizzazioni in discussione in questi giorni».
Bianco ha continuato sottolineando come questo sia «il momento di essere uniti e compatti, seppure mantenendo ognuno la sua appartenenza politica. Così non potremo non essere ascoltati».
Tra i punti principali sui quali la "legione" dei parlamentari isolani innanzitutto i trasporti. Da quelli aerei, dove le recenti acquisizioni di compagnie tradizionalmente low cost rischia di penalizzare i viaggiatori siciliani, al costo eccessivo dei traghetti sino alle ferrovie, settore considerato in Sicilia praticamente in caduta libera. Ed ancora: le banche e la necessità di abbassare il costo del denaro per imprenditori e cittadini siciliani; il credito d'imposta come strumento fondamentale per incentivare gli investimenti. Quindi l'agricoltura e la necessità di valorizzare e tutelare agrumi e primizie siciliani. Quindi le accise, la tutela delle società che lavorano con le pubbliche amministrazioni, i beni e le attività culturali.
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