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06/04/2012 04:54:00

Imu, nessuna proroga. A Giugno arriva la stangata

L’«Imu» è uno degli effetti immediati del federalismo fiscale: il gettito per metà finirà nelle casse comunali e per metà in quelle dello Stato.
Per quanto riguarda la Sicilia è di pochi giorni fa una sentenza della Corte Costituzionale che riconosce alle regioni a Statuto speciale la titolarietà del tributo.
Ma questa è un’altra storia.
Intanto, nessuno dei grandi comuni isolani, compresi i capoluoghi di provincia, tranne Palermo, hanno adottato la relativa delibera. Da un lato perché i sindaci non intendono introdurre nuovi balzelli alla vigilia delle elezioni di maggio, dall’altro perché mancano disposizioni chiare.

Da Messina a Trapani, da Catania a Palermo, Agrigento, Ragusa, Siracusa, Enna, ma neanche Gela, Marsala o Modica hanno ancora adottato la delibera per l’introduzione dell’Imu. Ma i comuni, per fare fronte ai minori trasferimenti dello Stato, hanno anche la facoltà di aumentare l’Irpef comunale.

Il 16 giugno si dovrà pagare la rata di acconto. In realtà, il versamento si potrà effettuare fino al 18 giugno, essendo il 16 sabato.

I relatori al decreto fiscale, all’esame del Senato, hanno  presentato un emendamento che stabilisce per il pagamento tenendo conto delle aliquote di base (7,6 per mille e 3,8 per mille per la prima casa) e della detrazione di 200 euro, sempre per l’abitazione. Intanto viene messo un punto fermo e chi si appresta a fare il 730 in questi giorni potrà anche mettere mano alla pratica della nuova tassa sulla casa. Poi a luglio si faranno i conti: in base al gettito incassato a giugno, il governo rimodulerà aliquote e detrazioni; poi a settembre le delibere
dei Comuni. Perché la prima abitazione, su cui si può beneficiare di una detrazione di 200 euro, sia riconosciuta tale ai fini del calcolo dell’Imu, devono coincidere sia la residenza che il domicilio. Per le case in locazione si applica l’aliquota base dello 0,76%.

I comuni finora inadempienti hanno hanno ancora qualche settimana di tempo per adottare l’Imu: i termini per l’approvazione dei bilanci è stato prorogato al 30 di giugno. E, poi, superata
la tornata elettorale, i sindaci avranno tutto l’interesse a mettersi in regola, poiché l’Imu e l’Irpef comunale fanno immediatamente cassa.

Nessuno dei maggiori Comuni del Trapanese ha ancora fissato l’Imu. Intanto gli uffici comunali del Settore competente stanno cominciando a valutare le aliquote stabilite dallo Stato. A Trapani, come in altri enti locali, sarà comunque improbabile che l’aliquota prevista dal governo nazionale possa essere ridotta e questo perchè il 3,8 per mille dovrà essere versato
nelle casse dello Stato che ha anche ridotto i trasferimenti agli enti periferici.
Nulla di deciso pure a Mazara del Vallo, Castelvetrano e Marsala.