Trapani Calcio: lo sponsor, le firme e quel contratto da 1,8 milioni ...
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Mentre il Trapani Calcio fa i conti con nuove verifiche federali, sanzioni già incassate e il rischio concreto di ulteriori penalizzazioni, dai fascicoli riemerge un documento che oggi pesa più di allora.
Non è un atto marginale, né un refuso dimenticato in un cassetto: è un contratto di sponsorizzazione da 1,8 milioni di euro che racconta, con mesi di anticipo, il cortocircuito che ora è sotto gli occhi di tutti.
Un contratto firmato quando lo sponsor non c’era più.
Una doppia firma identica.
Un credito mai incassato ma tentato di iscrivere a bilancio.
E una storia che, mentre oggi viene discussa dagli organi di controllo, spiega perché il presente del club granata somiglia sempre più a una resa dei conti.
L’origine del documento
Tutto ha inizio a Trapani nel marzo 2025. Una mail parte dalla segreteria del club granata con allegato un contratto di sponsorizzazione da 1,8 milioni di euro.
Il documento porta due firme digitali, entrambe intestate a Valerio Antonini: una come presidente del Trapani Calcio e l’altra come rappresentante della Quanton Commodities Ltd, società sponsor del club con sede a Londra.
Solo che la Quanton, al momento della firma, non esisteva più.
Era stata ceduta undici mesi prima, ribattezzata Kalash Commodities Ltd, ed era già finita nel gorgo di una procedura di liquidazione da oltre 150 milioni di sterline.
Non solo: Antonini non aveva più alcun titolo per firmare a nome della società che aveva ceduto l’11 aprile 2024.
Il contratto entra nei fascicoli Covisoc
Eppure quel contratto — datato formalmente 1° luglio 2024 ma firmato solo il 21 marzo 2025 — viene trasmesso al commercialista Francesco Vulpetti, al CFO di SportInvest Geremia Guercia e all’avvocato Roberto Schifani, braccio destro di Antonini ma anche figlio del Presidente della Regione.
Il documento finisce anche tra quelli esaminati dagli ispettori federali della Covisoc, la Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche, durante un’ispezione sullo stato finanziario del club.

La lettera a una società che non esiste più
Qualche settimana dopo, il 23 aprile 2025, Antonini scrive a nome del Trapani Calcio una lettera indirizzata proprio alla Quanton, cioè a una società che ufficialmente non esiste più.
Nella comunicazione, trasmessa anche a due società italiane di revisione contabile, si chiede conferma di un credito di oltre 600 mila euro “ai fini della revisione del bilancio al 31 dicembre 2024”, cioè per iscrivere quella somma tra gli attivi del club anche senza incasso effettivo.
Ma nella lista ufficiale dei creditori della Kalash (ex Quanton), curata dai liquidatori Paul Atkinson e Russell Herbert, il nome del Trapani Calcio non compare.
I due liquidatori dichiarano che “dal momento del nostro incarico, iniziato nel novembre 2024, non è stato effettuato alcun pagamento a nessuna categoria di creditori”.
In pratica, nessun euro è mai uscito dalla cassa di Kalash, ex Quanton.

La riunione con la Covisoc
Tutto emerge durante la riunione del 28 marzo 2025, nello studio del commercialista Vulpetti.
Sono presenti due ispettori della Covisoc, Roberto Valentini e Antonio Miani.
Dall’altra parte siedono Nicola Buracchio, Roberto Schifani, Salvatore Castiglione e Geremia Guercia.
Al punto 9 del verbale compare una voce cruciale, “Contratti di sponsorizzazione”, e tra i file esaminati spunta un documento Word dal titolo inequivocabile: “SPONSORIZZAZIONE_Q-TS_2024-2025”.
La bozza è datata 1° luglio 2024, ma la firma digitale apposta da Antonini è del 21 marzo 2025.

Le perplessità dei tecnici
Nei giorni successivi, sia il commercialista Vulpetti sia il fiscalista di SportInvest Alberto Franceschetti discutono del contratto.
Sono perplessi e riconoscono che ci sono anomalie.
Entrambi sanno che Quanton è stata venduta e che quindi il presidente del Trapani non può firmare anche per la società inglese. Decidono di coinvolgere il direttore finanziario delle società di Antonini, Geremia Guercia, ma il contratto — racconta Vulpetti — non viene corretto.
L’“errore formale” e il delegato
Contattato, Geremia Guercia parla di un “errore formale”. Il contratto trasmesso sarebbe stato solo una vecchia bozza intestata alla Quanton Commodities Ltd. La versione valida, sostiene, sarebbe invece quella firmata con un’altra società, sempre riconducibile ad Antonini, dal nome simile: QTH (Q Trade House Ltd).
Una spiegazione che lascia aperti interrogativi, anche perché Guercia è responsabile dei flussi finanziari del gruppo e dovrebbe vigilare su tutto, al di là degli errori di intestazione. Intanto, l’“errore formale” rimane per oltre un mese nei fascicoli della Covisoc.
Lo stesso errore viene reiterato il 23 aprile, quando Antonini invia una nuova missiva ancora alla Quanton, che non esiste più, sostenendo di vantare un credito di oltre 600 mila euro. I liquidatori inglesi sono categorici: nessun pagamento è stato effettuato, né direttamente né tramite terzi.
Il credito ridotto e i conti che non tornano
Secondo Guercia, per quel credito qualcuno sarebbe subentrato al posto della Quanton in liquidazione. Il credito, afferma, sarebbe stato ridotto a 110.505 euro grazie a un pagamento effettuato da un “delegato” che si sarebbe assunto l’onere di saldare il debito.
È la cosiddetta delegazione di pagamento. A chi? E perché?
I fatti, oggi
E così, da Trapani a Londra, resta un fatto: un contratto da 1,8 milioni firmato quando lo sponsor non esisteva più, con una doppia firma identica e un credito mai riscosso direttamente.
Oggi, mentre il nome di Valerio Antonini è nella bufera, questa vicenda non è più solo una questione tecnica o contabile. È una fotografia anticipata di ciò che sta accadendo adesso.
Restano i fatti: uno sponsor inesistente al momento della firma, un contratto retrodatato, un credito mai incassato direttamente, un “delegato” non meglio chiarito ...
Nicola Biondo
Giacomo Di Girolamo
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