Dopo il basket, anche il Trapani Calcio verso il baratro
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A Trapani il film è sempre lo stesso. Cambia lo sport, ma la sceneggiatura non varia di una virgola. Dopo il collasso della Trapani Shark, esclusa dal campionato di Serie A di basket per gravi inadempienze economiche, ora anche il Trapani Calcio di Valerio Antonini è a un passo dal baratro. Penalizzazioni, deferimenti, conti che non tornano e il rischio concreto di non arrivare nemmeno alla fine della stagione.
Trapani Calcio, una storia lunga e una crisi che si ripete
Il Trapani Calcio non è una società qualunque. Fondato nel 1905, è una delle squadre più antiche della Sicilia. Ha conosciuto la Serie B tra il 2013 e il 2017, poi una lunga crisi culminata nel 2020 con l’esclusione dai campionati professionistici e la ripartenza dalla Serie D.
Nel 2023 arriva Valerio Antonini. Investimenti massicci, proclami, una stagione trionfale: Trapani domina la Serie D, vince il campionato e la Coppa Italia di categoria, torna tra i professionisti. L’entusiasmo è alle stelle.
Dalle ambizioni alla realtà della Serie C
Nell’estate successiva Antonini rilancia: obiettivo Serie B, «anche il secondo posto sarebbe una delusione». Ma la realtà è molto diversa. Il Trapani chiude la stagione 2024-2025 all’11° posto, cambia allenatore cinque volte e mostra già i primi segnali di instabilità.
Poi arrivano i problemi veri, quelli amministrativi.
Penalizzazioni e giustizia sportiva
A maggio 2025 il Tribunale federale infligge 8 punti di penalizzazione per il mancato pagamento di Irpef e contributi Inps. La società parla di truffa subita, presenta ricorsi, ma perde ovunque: giustizia sportiva, Tar, Consiglio di Stato.
A gennaio 2026 arriva una seconda stangata: altri 7 punti di penalizzazione per stipendi non pagati entro i termini e nuove irregolarità fiscali. Totale: 15 punti tolti. Senza penalizzazioni il Trapani sarebbe in piena zona playoff. Con quelle penalizzazioni è 17esimo, in zona playout.

Il nuovo deferimento e lo spettro dell’esclusione
Ma il peggio potrebbe non essere passato. Il club è atteso il 22 gennaio davanti al Tribunale federale nazionale per un nuovo deferimento: pagamenti ai tesserati effettuati anche tramite conti correnti diversi da quello ufficiale della società.
Se dovessero emergere violazioni gravi e reiterate, non si parlerebbe più solo di punti: l’esclusione dal campionato diventerebbe una possibilità concreta. Esattamente come accaduto alla Trapani Shark.
Squadra smontata e ambiente in fibrillazione
Intanto la squadra si sta sfaldando. Tre giocatori sono già andati via, altri hanno chiesto la cessione, lo spogliatoio è attraversato da incertezze evidenti. Lo stadio è sempre più vuoto, la contestazione cresce. La Provincia di Trapani chiede oltre 111 mila euro di utenze non rimborsate.
Dopo l’ultima partita, l’allenatore Salvatore Aronica ha parlato chiaro: servono garanzie dalla proprietà.

Il precedente: la Trapani Shark, dalla favola all’esclusione
La parabola del basket è stata rapida e brutale. Acquistata nel 2023, la Trapani Shark era diventata in poco tempo un simbolo di rinascita sportiva: promozioni, ambizioni, palazzetto pieno. Poi, all’improvviso, il crollo. Prima i punti di penalizzazione per il mancato pagamento di contributi e imposte, poi la fuga dei giocatori, infine l’epilogo: l’esclusione dal campionato di Serie A. Un caso che ha lasciato la città spiazzata e che oggi appare come un inquietante anticipo di ciò che sta accadendo nel calcio.

Lo stesso copione, lo stesso rischio
Valerio Antonini continua a promettere battaglia: ricorsi, giustizia europea, nessuna intenzione di vendere. Ma intanto i fatti raccontano altro. Due società sportive, basket e calcio, gestite dalla stessa galassia societaria, entrambe finite in una crisi profonda nel giro di pochi anni.
A Trapani la sensazione è ormai diffusa: la storia si sta ripetendo. Il basket è già caduto. Il calcio è pericolosamente vicino. E la paura, oggi, non è più solo quella di una retrocessione. È quella di ritrovarsi, ancora una volta, senza squadra.
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