Trapani Shark, è finita: la squadra di Antonini fuori dal campionato
20,00 - “Grande amarezza. Trapani è parte lesa”. Il sindaco Tranchida rompe il silenzio dopo l’esclusione dal campionato della Trapani Shark e attacca: “Anch’io inizialmente mi fidai. Ma oggi non posso tacere. La città è stata tradita”. Critiche a Valerio Antonini, dubbi sulle reali motivazioni degli investimenti, rivendicazione della correttezza dell’azione amministrativa. E annuncia: nel nuovo PUG, confermata l’area sportiva a Milo per chi vorrà davvero investire. “I trapanesi hanno dignità. Sapremo rialzarci”.
17,00 -È finita. Trapani Shark è fuori dalla Serie A.
Esclusione immediata dal campionato, tutte le partite annullate, 600mila euro di multa e nuova inibizione per Antonini. La Fip parla di "mancanza di uguaglianza competitiva" e di "falsificazione della regolarità sportiva". È l’epilogo drammatico di una vicenda che ha scosso il basket italiano.
La Federazione e la Lega Basket si incontrano oggi presso la sede federale per analizzare la situazione di Trapani e la decisione sarà quella anticipata già ieri.
Lo stesso presidente Valerio Antonini è stato ospite questa mattina a Radio anch'io sport e ha ammesso quello che succederà oggi:
Certamente oggi la Federazione radierà la nostra società. Se io non avessi schierato la squadra per due gare consecutive avrei di fatto automaticamente la radiazione della mia società per mie responsabilità. In questo modo invece sarà oggi la Federazione a dover radiare la società e aumenterà i danni i sede giudiziale che non chiederemo alla Federazione per quello che è stato fatto. Siamo convinti che presso la giustizia ordinaria, e non la farsa che abbiamo visto nella giustizia sportiva, riusciremo ad avere giustizia.
il club presieduto da Valerio Antonini ha diffuso un comunicato lunghissimo e durissimo, che riepiloga – dal proprio punto di vista – gli ultimi otto mesi, definendoli come “una tempesta perfetta” orchestrata da fattori esterni e da un sistema ostile. “Siamo stati assassinati, lentamente e metodicamente”, è il passaggio più forte.
La tesi del complotto
La società respinge ogni responsabilità sulla crisi in corso e ribalta le accuse sulla FIP e sulla città stessa. Non sarebbe un fallimento sportivo o gestionale, secondo la dirigenza, ma un “attacco sistematico” che ha portato alla distruzione di un progetto ambizioso, capace in poco più di un anno di conquistare la promozione in Serie A e un posto in Champions League. Il club parla di “gravi abusi subiti dalla Federazione”, di regolamenti violati, iter processuali manipolati e deferimenti usati come strumento punitivo.
Le accuse al Comune di Trapani
Uno dei passaggi centrali riguarda il Comune di Trapani: Antonini attribuisce l’inizio del disastro alla procedura di revoca del Palazzetto avviata dal sindaco Tranchida nel pieno della scorsa stagione, durante la semifinale playoff con Brescia. Un atto “scellerato”, a detta del patron, che avrebbe causato “milioni di euro di danni certi”, la fuga degli sponsor e l’abbandono dei contratti. Il club annuncia un’azione legale per ottenere la restituzione degli investimenti, con un decreto ingiuntivo già pronto.
Il caso crediti d’imposta
Altro nodo cruciale è la vicenda dei crediti d’imposta, su cui la società dice di essere stata “vittima di una truffa” da parte del gruppo Alfieri. Nonostante – sostiene il club – fosse tutto regolare sul fronte dei versamenti Iva (e non Irpef o Inps), la FIP e la Lega avrebbero bloccato il mercato, impedendo i tesseramenti e rendendo la squadra non competitiva, mentre i deferimenti si moltiplicavano.
Le “fughe”, i deferimenti e il silenzio della città
Nel comunicato si denuncia l’abbandono “senza rispetto” del coach Repesa e del capitano Alibegovic, seguiti poi da altri protagonisti della rosa. Il club lamenta anche il silenzio delle istituzioni, l’ostilità della tifoseria organizzata (accusata di “minacce alla famiglia del presidente”), e rivela un fatto inquietante: l’ex assessore comunale Emanuele Barbara – secondo la società – avrebbe contattato alcuni giocatori per suggerire loro di presentare ricorsi arbitrali.
Il messaggio finale: “Vinceremo nelle aule di giustizia”
“Questa è la Trapani che ci ha accolto?”, si legge nel comunicato. “Questa è la gratitudine per aver portato la città in Europa?”. Ma la società non si arrende: rivendica “dignità” e promette battaglia nelle aule giudiziarie. Se dovesse vincere – annuncia – pretenderà non solo il risarcimento, ma anche la restituzione del titolo sportivo in Serie A per la prossima stagione, “perché la squadra che ha iniziato il campionato non avrebbe mai lottato per non retrocedere, come tutti sanno”.
La versione integrale del comunicato è disponibile sul sito del club: link al comunicato
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