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03/07/2012 04:55:15

Di nuovo fermi i lavori al surrogato del Monumento ai Mille

E pensare che si tratta solo del primo stralcio del progetto “Mille Luci”, che vinse il concorso di idee nel 2007, promosso dall’ex sindaco Renzo Carini. Tra l’altro quel progetto, redatto dall’architetto catanese Ottavio Abramo, è stato più volte limato perché troppo costoso. Così del disegno iniziale da 4 milioni di euro si è deciso di fare solo il primo lotto da 600 mila finanziato dal Comune. E sono proprio le povere casse comunali a bloccare nuovamente i lavori. Perché la ditta che si è aggiudicata l’appalto, la R3 Costruzioni, vanta un credito 240 mila euro nei confronti del Comune di Marsala. I soldi ancora non arrivano e la ditta ha sospeso tutto.
Un po’ per problemi economici, un po’ per lentezze di routine, da quando sono iniziati, lo scorso settembre, i lavori al monumentino hanno avuto vita travagliata. Non è la prima volta che l’impresa costruttrice rinfodera gli attrezzi e blocca tutto, e nei periodi di stasi, come quello di questi giorni, la zona è abbandonata all’incuria. Era capitato anche qualche mese fa quando il credito vantato dall’impresa di Acireale aveva superato l’asticella dei 120 mila euro. Allora intervenne Carini stesso per far riprendere i lavori. Ma il debito non è stato pagato e il conto continua a salire. Anche perché la questione è tutta di bilancio, se si paga il debito si sfora il patto di stabilità. C’è da dire che l’allora Governo Berlusconi aveva previsto lo stanziamento di un milione di euro nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dello sbarco per realizzare anche la seconda parte del progetto. Ma a quanto pare in tempi di spending review non arriverà nemmeno un centesimo.
Fatto sta che la città di Marsala aspetta ancora un monumento. Quello che dovrebbe sorgere nell’ex zona del salato, più che un monumento è una terrazza sul mare, con info point per turisti. Il tutto all’interno dello scheletro di quello che doveva essere un mausoleo visibile da Favignana, ideato negli anni sessanta dall’architetto Mongiovì. Iniziato poi nel 1986, quando la prima pietra venne posata da Bettino Craxi, che nel farlo si lascio scappare: “speriamo che non resti l’ennesima incompiuta”. Due anni dopo abortisce definitivamente. E adesso la triste storia dell’incompiuta pare non sia finita.
 

Francesco Appari



Cronaca | 2026-01-13 09:43:00
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