30/08/2012 04:35:50

Oggi si dimette Turano, ultimo presidente della Provincia di Trapani

 Lo ricorderemo per il conferimento di uno degli incarichi di consulenza più sproporzionati nella storia della pubblica amministrazione, quello alla dottoressa Debora Aureli: 200.000 euro E ancora: i tanti, troppi assessori, le spese per gli esperti.
Oggi Mimmo Turano si dimette da Presidente della Provincia di Trapani. Lo farà con un intervento al consiglio provinciale. Turano si candida per le elezioni regionali del 28 Ottobre. Quattro anni fa, nel 2008, non ce la fece. Era deputato uscente, fu sbaragliato da Pio Lo Giudice, presidente dell’Ordine dei Medici.
Lo Giudice era appoggiato da Pino Giammarinaro, “Sua Sanità”, l’ex sorvegliato speciale di mafia oggi al centro di una richiesta di sequestro di beni da parte della procura antimafia per 35 milioni di euro. Giammarinaro appoggiò Lo Giudice, altrimenti senza speranza di essere eletto, proprio per dimostrare di contare ancora qualcosa. Tutti sapevano. Nessuno parlava.
La candidatura di Turano a Presidente della Provincia, nel 2008, nasce come una specie di “ristoro” per la sconfitta subita un mese prima alle Regionali. Vince, facile, contro Camillo Oddo, candidato del centrosinistra. Oddo quasi non fa campagna elettorale. E’ una coincidenza: il giorno in cui grazie alla desistenza ottusa del centrosinistra Turano diventa Presidente della Provincia, Oddo, grazie ai voti del centrodestra, diventa vicepresidente dell’Ars.
La Presidenza di Turano, in effetti, si caratterizzerà per questo. No maggioranza, no opposizione. Tanti interessi, tutti accontentati. Sulla carta, Turano è stato eletto da una maggioranza del centrodestra che fu, che va dal Pdl all’Udc. In pratica, ha governato con un suo gruppo ben definito di uomini, cercando di volta in volta la mediazione su ogni cosa.  
Ha affrontato tante crisi. Quella dell’Udc, innanzitutto, che prima era casa sua, e dove oggi, con Giulia Adamo leader, è un ospite non gradito. La crisi del centrodestra, con la disgregazione della maggioranza e la ricerca sempre di nuove formule.
Voleva cominciare stupendo il mondo con effetti speciali, nominando Maria Giovanna Maglie, giornalista tv popolare ai tempi di Craxi, come assessore. Era l’effetto trascinamento di Sgarbi. E’ durata lo spazio di pochi giorni. Poi Turano ha fatto i conti con la realtà. Fino alla recente nomina di assessori last minute per cercare di fare della Giunta un suo comitato elettorale sui generis.
Vanta di aver trovato un “tesoretto” di svariati milioni di euro di soldi che la Provincia aveva perso tra le pieghe del bilancio. Lascia però un carrozzone, la Megaservice, che pesa come un macigno sui destini dell’ente.
Vanta di aver dato certezza all’aeroporto di Trapani, con la concessione dello scalo all’Airgest, società della quale la Provincia è azionista di maggioranza. Non ha mai detto però i costi reali dell’operazione con Ryanair. E nulla ci toglie dalla testa che Trapani – Birgi, presto, venga svenduto ai privati, dopo essere stato realizzato con 80 milioni di euro di investimenti pubblici.
Turano ha gestito la Provincia con un suo gruppo ristretto. Un cerchio magico. Alcamo come capitale, la Valle del Belice come appoggio. strategico, Trapani come un salotto. Le parentele scomode, le amicizie imbarazzanti, gli assessori mediocri che ha scelto, le inchieste in cui fa capolino il suo nome non l’hanno mai turbato. La legalità, in provincia di Trapani, è roba buona per organizzare Festival, abbiamo capito, ma da Turano ci aspettavamo – per dirne una - chiarezza definitiva  sulle sue frequentazioni con Vito Nicastri (da poco arrestato, è al centro di una richiesta di sequestro di beni della Procura antimafia per un miliardo e mezzo di euro), o sul passato dei suoi uomini più fidati, da lui messi nei posti chiave della Provincia. E' arrivata invece l'istituzione di un "osservatorio sulla legalità" dell'ente, che non ha prodotto nulla, ma è servito solo a dare l'ennesimo incarico di consulenza...

Il fatto è che Turano, purtroppo, in questa terra, non è un'eccezione nel modo di fare e di intendere la politica. E' la regola. E' un modo di intendere la cosa pubblica come un luogo dai confini indefiniti dove si compensano gli interessi più diversi. E la Provincia, in questo senso, per la sua distanza dai cittadini, la mancanza di controllo da parte dell'opinione pubblica, è stato da sempre un luogo ideale, una specie di porto franco. Anche per questo le province andrebbero abolite. Turano, d'altronde, non è riuscito a fornire argomentazioni valide contro l'abolizione della Provincia di Trapani, se non quella della mancanza di  42 chilometri di territorio per rientrare nei canoni del Governo. Un fazzoletto di terra. Ma altre distanze, in termini di trasparenza dell'operato del Presidente, in realtà, a noi ci sono sembrate incolmabili.

Giacomo Di Girolamo