22/11/2012 15:02:59

"Grande Erice". Un chiarimento del Sindaco di Valderice, Iovino

Anche perché il tema si rifletterà inevitabilmente sul futuro prossimo dell'agro ericino. Di seguito il testo delle considerazioni avanzate dal sindaco Iovino.
«Credo che ci sia un errore di fondo sulla comunicazione che in questi giorni accompagna la presentazione del libro “La Grande Erice”, del giornalista Fabrizio Fonte. Alcuni mezzi d’informazione veicolano la notizia che prenderebbe piede l’idea di un nuovo consorzio tra i comuni dell’ex Agroericino: Valderice, Erice, Custonaci, San Vito e Buseto. La notizia che tali comuni abbiano l’idea di attuare un consorzio è priva di fondamenta e per certi versi fuorviante dalla realtà. È, invece, fondato il percorso che i cinque comuni aderenti all’Unione dei Comuni Elimo Ericini (Valderice, Paceco, Custonaci, San Vito, Buseto; non c'è Erice) intendono accelerare in direzione della gestione unica di alcuni servizi comunali: protezione civile, ufficio legale, promozione turistica, unico corpo di polizia municipale, gestione delle multe, gestione del Suap, unico call center. Alcuni servizi sono già in itinere, altri in stand-by in attesa di finanze più floride. L’unione dei Comuni è già un ente pubblico a tutti gli effetti e pertanto per l’unificazione di alcuni servizi gli adempimenti sono già semplificati, mentre il consorzio rappresenterebbe un passo indietro. Non è solo il risparmio di una economia di scala generata dall’unificazione dei servizi che sta spingendo tali comuni a fare massa critica. Riteniamo che accelerare l’unificazione di questi comuni sia un modo di anticipare e gestire meglio i processi legislativi che porteranno ad eliminare enti o a determinarne l’accorpamento definendo nel contempo una strategia che dia maggiore peso politico all’area territoriale interessata. Ci siamo resi conto che uniti si pesa di più nelle decisioni e ci si protegge di più nella concorrenza con altri territori. L’agroericino in questi decenni ha scontato un ruolo di marginalità in campo provinciale per la mancanza di coesione e per essere a ridosso di un comune capoluogo che ha "pesato" poco negli equilibri della politica provinciale. Le decisioni politiche importanti della nostra provincia sono spesso passate da Marsala e da Alcamo, quest’ultima supportata a ruota dall’area Mazarese. Le deputazioni regionali e nazionali hanno sempre fotografato questa amara realtà. L’area dell’Unione dei Comuni è interessata ad avere un capoluogo di provincia, qual è Trapani, più forte politicamente e infrastrutturalmente. Anzi auspicherebbe in questa direzione ad una maggiore sinergia proprio tra il capoluogo ed il limitrofo Comune di Erice. Una città capoluogo che anziché perdere tempo a "litigare" con la vicina Erice dovrebbe con essa divenire un tutt’uno acquisendo il peso specifico di circa 100.000 abitanti ed un territorio di circa 280 kmq. (i modi di unificazione o di consorziamento li decidano in piena autonomia i due enti ma che la questione si affronti in fretta). Un capoluogo forte che si troverebbe al suo fianco una Unione dei Comuni di circa 37.000 abitanti con una superficie di circa 313 kmq. In poche parole il quinto ente locale della provincia. Ritengo quella con ilo Capoluogo (fuso o consorziato con Erice) un’alleanza strategica che potrebbe anticipare, per una volta, i tempi della politica a cui siamo abituati. In totale un bacino di utenza di 140.000 abitanti che potrebbe utilmente pesare sulle scelte provinciali e regionali. Non c’è da scandalizzarsi, il futuro è segnato: l’Unione dei Comuni o saremo noi a farla diventare un unico comune con step e scelte ponderate oppure ci penseranno i vari Monti e suoi successori con un colpo di penna. Anzi con un colpo di “spending rewiew”. In vista delle prossime scadenze elettorali in questi territori, sarebbe coraggioso mettere l’argomento in agenda come importante fattore strategico di sviluppo e riuscire condividerlo con i vari candidati dei singoli comuni. Sarebbe, finalmente, come dire agli elettori "cosa vogliamo fare da grandi"».