L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Tutto in regola, per carità, e neanche tanto di cattivo gusto - a differenza di altre cose ben più oscene che si vedono in città - ma il senso di un’occupazione del marciapiede resta. “E’ come se ad un certo punto mentre passeggiamo dobbiamo entrare in casa d’altri” dicono gli abitanti della zona.
A Marsala è scoppiata la moda dei gazebo, delle verande con i teli in plastica, delle pagode. Moda non locale, che viene da lontano, ma che fa storcere un po’ il naso. Da un lato è un modo un po’ semplice di guadagnare metri quadri per consumazioni nei locali: molti gazebo, infatti, hanno poco delle strutture mobili e stagionali e si caratterizzano per essere una specie di pertinenza fissa al rispettivo locale (un po’ come il lido “Le Torrazze”, a Petrosino, sequestrato perchè doveva essere stagionale ed invece aveva le fondamenta - dicono alla Procura - in cemento armato...), dall’altro lato i cittadini avvertono la presenza di queste strutture come un invasione del loro quartiere, soprattutto in centro.
“E’ un modo per cercare di avere più consumazioni” replicano titolari di bar e ristoratori, ai quali, comunque, l’apertura di un gazebo costa tanto. “Solo per il progetto, l’acquisto delle strutture, il montaggio e l’arredo se ne vanno migliaia di euro - dicono - se poi aggiungiamo il costo del suolo pubblico e le tasse, è un investimento da non sottovalutare”.
A proposito di suolo pubblico, la scorsa estate il Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, è stato molto chiara: dall’anno prossimo si cambia. “Avremo un codice di colori e di materiale per tutti i gazebo, e i titolari di bar e i ristoratori dovranno uniformarsi” ha detto il Sindaco, che è rimasta inorridita - raccontano - a vedere certe sedie in plastica e certi ombrelloni nel centro di Marsala e, come al solito, si è messa a dare le pagelle, indicando chi deve cambiare cosa. Addirittura in Piazza Matteotti il Comune comprò questa estate delle piante in vaso abbastanza alte per fare da separè tra i tavolini all’aperto dei diversi bar che insistono sulla piazza.
Ma questi sono problemi estivi. Quelli invernali sono ben altri: un gazebo in centro città impedisce il passaggio delle persone nei marciapiedi, occupa uno o più stalli per il posteggio, fa aumentare il traffico di auto in centro. Bisognerebbe regolamentare meglio la loro collocazione, fare in modo che occupino meno spazio, soprattutto nelle zone pedonali.
Inoltre, non sempre i gazebo sono di buon gusto. Alcuni hanno lasciato anche profonde ferite nelle piazze della città. Un caso per tutti è quello del gazebo del Bar Moderno, in Piazza della Vittoria, ai tempi in cui il bar era gestito da “Cola” Licari, oggi in carcere con una condanna definitiva per associazione mafiosa e per estorsione. Incredibilmente, in una vicenda in cui non si è fatta mai chiarezza, nel cuore di Marsala, a due passi dal parco archeologico e di fronte la Villa Cavallotti, la Soprintendenza autorizzò l’installazione di un gazebo in ferro, plastica e vetro, con una pavimentazione di mattonelle. Sono dovuti passare più di dieci anni, la confisca del bene a Licari, la successiva consegna al Comune per vedere quella struttura finalmente smontata.
A proposito, chissà oggi quanti gazebo irregolari ci sono in città. A questo proposito ricordiamo che l’art. 20 del Codice della Strada vieta l’occupazione di sedi stradali e di carreggiate con veicoli, baracche, tende, gazebo e similari. La violazione del citato articolo, implica la sanzione da 143 euro a 570 euro, nonché l’obbligo e l’immediata rimozione delle opere abusive a proprie spes
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