07/04/2013 04:55:02

Rottura all'Ars tra Crocetta e i Cinque Stelle. Le crepe del "modello Sicilia"

 I "grillini" infatti non hanno votato la legge elettorale voluta dal Governatore Crocetta e che stabilisce la doppia preferenza di genere: chi voterà dalle prossime amministrative in poi dovrà indicare nella scheda elettorale un uomo e una donna (ovviamente nelle preferenze per il consiglio comunale). La legge non è stata votata dai deputati regionali del Movimento Cinque Stelle perchè per loro è un modo di introdurre grandi possibilità di combine di voti e dunque di voti di scambio (ed in effetti le primarie del Pd per la scelta dei parlamentari, basate proprio sulla doppia preferenza di genere, hanno sollevato in questo senso molte perplessità).

Il  più duro al tanto reclamizzato “modello Sicilia” lo assesta colui che lo definì «meraviglioso »: Beppe Grillo. È il papa ligure, nel corso dell’incontro con i parlamentari nell’agriturismo alle porte di Fiumicino a liquidare l’esperienza di collaborazione con il governo dell’Isola: «Le cose le abbiamo fatte noi, non Crocetta». La frase, filtrata attraverso lo stretto muro di riserbo eretto dai grillini, sintetizza al meglio la clamorosa rottura della notte prima in aula, all’Assemblea regionale. 

Giancarlo Cancelleri, capogruppo di M5S, racconta di «indecenti capannelli fuori e dentro l’aula, di un incontro segreto fra Crocetta e Musumeci e di un inciucio degno della vecchia politica che peraltro ha escluso tutte le norme di trasparenza: noi volevamo evitare che la doppia preferenza, pensata a favore delle donne, si
trasformasse in un’arma di controllo del voto da parte dei vecchi politicanti».

Spero che i grillini aprano una riflessione: per approvare le leggi si fanno anche delle mediazioni, non si può pensare di incassare tutti i risultati», dice il presidente. Che non trova nulla di strano nel sostegno del centrodestra: «Ritengo totalmente positivo che abbia votato la legge: questo è il “metodo Crocetta”, se non il “modello Sicilia”: il governo presenta i propri provvedimenti in Assemblea, dove trova la maggioranza per approvarli. Parlare di inciuci è allucinante».

Cancelleri rincara la dose: «Noi continueremo a votare i provvedimenti che riterremo utili per il bene della Sicilia, al di là di chi li proporrà, ma Crocetta non ci venga a parlare di rivoluzione, quella non esiste. Ha cercato intese di palazzo per non affondare, come tutti quelli che l’hanno preceduto». E se il centrodestra brinda all’isolamento di M5S e alla sconfitta del “modello Sicilia”, loro — Crocetta e i grillini — si contendono il copyright su quel marchio.
E all’improvviso, il Parlamento regionale che era il laboratorio di un possibile accordo nazionale “innovativo” fra Pd e grillini viene indicato come esempio di larghe intese da esportare a Roma....