19/09/2013 09:47:00

I deputati dell'Ars non si vogliono ridursi lo stipendio

 Saranno pronte la prossima settimana le variazioni di bilancio per circa 70 milioni, cui sta lavorando l'assessore Bianchi.

Il testo sarà portato all'esame della giunta, poi al ministero dell'Economia, quindi approderà in Aula. L'Ars ha approvato la mozione M5s, che impegna il governo a revocare il decreto per l'aumento dei canoni demaniali. «Se il provvedimento non fosse stato stoppato - dice Cancelleri - ci sarebbe stata la moria dei lidi. Io scapperei se il mio padrone di casa mi prospettasse un aumento del 600% del canone di locazione e, infatti, 20 su 25 imprese erano pronte a chiudere se l'aumento fosse divenuto operativo».

Nel frattempo continuano le polemiche sulla commissione che doveva stabilire i tagli alla "casta". Il presidente Cracolici si è dimesso, dicendo che gli rendono impossibile il lavoro. "Posso garantire che, al di là delle polemiche, l'1 gennaio 2014 il decreto Monti sulla spending review sarà applicato anche da noi" ha detto il presidente dell'Ars, Ardizzone, per stroncare le polemiche. Cracolici ha denunciato le troppe resistenze al taglio degli stipendi dei deputati e «un certo tracheggiamento per il rinvio delle decisioni».
In atto, ogni deputato guadagna circa 18 mila euro lordi al mese, con i tagli arriverebbe a 11mila euro. "Il punto è nodale - ha detto Cracolici - e non è pensabile che la Sicilia si discosti dalle altre Regioni. Per me un deputato siciliano deve percepire la stessa indennità di un consigliere della Lombardia piuttosto che della Campania e dell'Emilia-Romagna, pur mantenendo la nostra specialità che non deve essere però un privilegio, ma una opportunità".
Cracolici non sembra disposto a tornare sui suoi passi, sebbene resti in commissione. Motivo per cui il vicepresidente vicario, Turano, ha convocato la commissione per venerdì con all'ordine del giorno l'elezione del nuovo presidente. Ma si profila una spaccatura che metterebbe in discussione il prosieguo dei lavori la cui conclusione era stata fissata al 18 ottobre, per la trasmissione del relativo ddl in Aula.