La protesta che ha infiammato Trapani a dicembre contro l’aumento delle tasse locali, ed in particolare della Tares, non sembra destinata a calmarsi. I cittadini che si sono riuniti nei vari comitati spontanei non hanno organizzato più manifestazioni di protesta, è vero, anche perchè ci sono le feste in corso, ma tutto lascia pensare che anche Gennaio 2014 sarà un mese caldo, soprattutto quando si comincerà a realizzare quello che abbiamo scritto qualche giorno fa, e cioè che è impossibile che il Comune preveda l’esenzione della Tares per i cittadini meno abbienti, e che il Sindaco Vito Damiano si è impegnato soltanto per prevedere un’eventuale restituzione della quarta rata. L'amministrazione punta al «contributo» per i redditi familiari fino a 35 mila euro e con un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) di circa 13 mila euro.I cittadini dovranno pagare la tassa sui rifiuti rispettando le rate, ma poi, presentando un'istanza entro il 14 febbraio, avranno la possibilità di ottenere il «contributo» se rientrano nella fascia in questione. Toccherà agli uffici Servizi sociali e Finanziario istruire le pratiche.
Per Damiano, tra l’altro, le proteste contro la Tares sono state un importante banco di prova. La sua maggioranza ha perso pezzi, consiglieri che non hanno retto al fuoco incrociato delle proteste.
E’ per questo che tra i primi impegni del Sindaco per il 2013 c’è sicuramente una verifica delle condizioni della maggioranza. Anche perchè ci sono tanti altri atti da approvare, alcuni dei quali ancora impopolare, e bisogna capire chi realmente sostiene il Sindaco e chi no.
Damiano, nella sua conferenza stampa di fine anno, ha parlato dell’avvio della raccolta differenziata a partire dal 2014. Se c’è una cosa che va detta a difesa di Damiano è che evita gli slogan, ed più realista di molti tra i politici che lo sostengono. Tant’è che è stato lui stesso a prefigurare un ulteriore aumento dei costi del servizio della raccolta dei rifiuti, a causa dell’avvio della differenziata con il sistema porta a porta. Ciò significa un ulteriore aumento della Tares, la tassa che copre al 100% i costi del servizio. Per fare un esempio, nella vicina Marsala, quando nel 2010 si avviò a regime la raccolta differenziata, i costi del Comune lievitarono da 7 a 15 milioni di euro l’anno, e per i cittadini ciò significò un aumento del 66% delle tasse. La raccolta differenziata dovrebbe anche portare benefici: con la vendita di carta, plastica e vetro ai consorzi di riciclaggio il Comune di Trapani potrebbe ottenere somme utili per abbassare i costi del servizio. Ma è una chimera irraggiungibile, dalle nostre parti. Nei Comuni della provincia dove si fa la raccolta differenziata, infatti, è successo che molto spesso i rifiuti erano differenziati male, e l’Ato doveva pagare anche una società a parte per l’ulteriore divisione.
In attesa di vedere cosa succederà c'è il via libera al Piano di Razionalizzazione delle spese di funzionamento per il triennio 2013/2015. L'ok è arrivato dalla Giunta municipale con l'obiettivo di abbattere i costi che l'amministrazione sostiene annualmente.
Le finalità che la Giunta guidata dal sindaco Vito Damiano si propone "è un equilibrato rapporto tra risorse strumentali assegnate ed il relativo grado di produttività e qualità; la riduzione dei consumi elettrici; la riduzione dei materiali di consumo; la semplificazione di gestione".