E’ stato condannato a 4 anni e 10 mesi di carcere un 43enne marsalese, Michele Angileri, processato, in Tribunale, per lesioni gravissime ed estorsione. Nel maggio 2012, nel corso di una animata discussione, l’imputato condannato ferì a coltellate, al volto e all’addome, un tunisino (Alì Habib) dal quale pretendeva il pagamento del canone d’affitto. Il nordafricano, infatti, viveva in una modesta abitazione del centro storico (vicolo Rodi, traversa di via Rubino) di proprietà della madre di Angileri. Inizialmente, l’imputato fu accusato di tentato omicidio. Per la difesa (avvocato Stefano Pellegrino), la vera vittima, però, di questa storia sarebbe l’Angileri, alle prese con un inquilino che ‘’non voleva pagare l’affitto’’. Il difensore dell’imputato ha, inoltre, dichiarato: ‘’Il mio assistito è vittima di una farsa giudiziaria inscenata dalla presunta vittima per non pagare i canoni di locazione’’. Il collegio giudicante (presidente Gioacchino Natoli) si è mostrato, però, di diverso parere. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe minacciato l’inquilino dicendogli: “ti ammazzo…devi lasciare la casa”. Alle parole sarebbero seguiti i fatti, con l’aggressione al nordafricano. Le coltellate all’addome, per fortuna, non ebbero conseguenze letali. La lama non raggiunse organi vitali. Per suturare la ferita, però, furono necessari 15 punti. Le indagini sul fatto di sangue furono svolte dai carabinieri. Per Michele Angileri fu disposta la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal nordafricano accoltellato.