Potrebbe spostarsi da Palermo a Catania il processo a Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, imputato per corruzione, peculato, truffa e falso. La richiesta arriva dai suoi legali, che intendono sollevare la questione dell’incompetenza territoriale alla prossima udienza, fissata per il 18 giugno.
L’annuncio è stato fatto questa mattina, in apertura del procedimento davanti al tribunale di Palermo. Secondo la linea difensiva, gran parte degli episodi contestati – in particolare quelli legati al presunto peculato d’uso dell’auto blu – si sarebbero verificati nel territorio di Catania e provincia, dove Galvagno risiede.
Nel processo si sono costituite parti civili sia l’Assemblea regionale siciliana sia la Presidenza della Regione. Il presidente dell’Ars, che ha scelto il rito immediato, non era presente in aula.
L’inchiesta della Procura di Palermo ipotizza anche un sistema di favori: finanziamenti pubblici, provenienti dall’Ars e dalla Fondazione Federico II, destinati a eventi e manifestazioni in cambio di incarichi e consulenze affidati a persone vicine a Galvagno.
Tra i nomi citati c’è quello dell’ex portavoce Sabrina De Capitani, per la quale è prevista a breve l’udienza preliminare. Nello stesso filone compare anche l’imprenditrice Marcella Cannariato, già condannata a due anni e mezzo per corruzione in un procedimento collegato che coinvolge anche l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, già rinviata a giudizio.
Sarà dunque l’udienza di giugno a stabilire se il processo resterà a Palermo o verrà trasferito a Catania.