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06/05/2026 14:52:00

Violenza sessuale di gruppo a Trapani. A luglio la sentenza

A luglio arriverà la sentenza per il processo sulla presunta violenza sessuale di gruppo che una turista finlandese avrebbe subito a Trapani nell’estate del 2022. Sul banco degli imputati ci sono quattro agrigentini: il campione olimpico delle Fiamme Oro Nino Pizzolato, medaglia di bronzo a Tokyo 2020 e Parigi 2024 nel sollevamento pesi, insieme a Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì.

Per tutti la Procura di Trapani ha chiesto 10 anni di reclusione, ipotizzando il reato di violenza sessuale aggravata di gruppo. Richiesta condivisa dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Nicola Pellegrino.

 

Le accuse: “Nessun consenso”

 

Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri Andrea Tarondo e Giulia Sbocchia, i fatti risalgono al luglio 2022. La giovane turista finlandese avrebbe conosciuto il gruppo in un ristorante della città, dove si trovava insieme ad alcune connazionali.

Per l’accusa, dopo la serata e dopo essersi separati dalle amiche della ragazza, i quattro imputati l’avrebbero condotta in un residence. Qui, approfittando anche del fatto che la giovane avesse bevuto, avrebbero avuto con lei rapporti sessuali contro la sua volontà.

La violenza, secondo la Procura, si sarebbe interrotta quando la ragazza, in lacrime, ha chiesto di essere riaccompagnata al proprio alloggio.

Nel corso della requisitoria, la pm Sbocchia ha sottolineato un punto chiave dell’impianto accusatorio: “Nessun elemento è emerso durante il processo in grado di provare l’esistenza di un consenso”.

 

Le arringhe della difesa: “Nessuna violenza”

 

Nell'ultima udienza ono concluse le ultime arringhe difensive davanti al Tribunale. Gli avvocati Donatella Buscaino e Stefano Mazziotta, che difendono Davide Lupo (e Mazziotta anche Mongiovì), hanno chiesto l’assoluzione degli imputati.

Per la difesa, il processo non avrebbe dimostrato l’esistenza di una violenza. Buscaino ha respinto l’immagine degli imputati come “quattro ragazzi bramosi di sesso”, sostenendo che si tratta di “bravi ragazzi” e che una condanna a dieci anni sarebbe una pena durissima: “Non vi chiedo clemenza, vi chiedo giustizia”.

Mazziotta ha invece mostrato in aula alcuni stralci dei video delle telecamere del locale frequentato quella sera, per sostenere l’assenza di una violenza pianificata e di una condizione di sottomissione della ragazza.

Secondo la ricostruzione difensiva, la giovane avrebbe interrotto la serata solo nel momento in cui si sarebbe accorta di essere filmata, chiedendo di essere riaccompagnata al residence, richiesta che – sostengono i legali – sarebbe stata accolta senza resistenze.

La difesa ha inoltre richiamato la testimonianza del medico che visitò la turista, evidenziando l’assenza di segni fisici di violenza e una condizione di apparente serenità.

 

Attesa per la sentenza

 

Il processo è ormai alle battute finali. Dopo la richiesta di condanna della Procura e le arringhe difensive, la decisione spetta al Tribunale: la sentenza è attesa per luglio.



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