Interessi calcolati ogni tre mesi e non annualmente. E’ quanto, talvolta, fanno alcune banche per lucrare ulteriormente sui mutui concessi. E’ quanto accaduto anche a un correntista dell’Unicredit (il commerciante marsalese Santo Nizza) dal quale la banca pretendeva oltre 32 mila euro. Per il Tribunale civile, però, la banca deve accontentarsi di 1751 euro. Una differenza abissale rispetto a quanto pretesi dall’istituto di credito. ‘’Il dato è eclatante – afferma l’avvocato Giuseppe Gandolfo, che ha difeso Nizza – Sono moltissimi i commercianti e gli imprenditori che possono ottenere la restituzione del maltolto. In tal modo molti di loro avrebbero quella linfa ormai necessaria, tenendo conto della crisi che imperversa, per resistere e per rialzarsi. Recentemente, ho seguito un corso a Roma e l’attenzione dei relatori, tra cui professor Gennaro Olivieri, docente all’università Luiss di Roma, e altri è stata incentrata proprio sulle clausole bancarie relativamente ai contratti di apertura di credito ma anche sui mutui’’. Una sentenza analoga il Tribunale marsalese l’aveva emessa nel giugno scorso. Anche in quel caso, interessi calcolati ogni tre mesi e non annualmente. Per questo motivo, il giudice Rosita Cosentino condannò l’ex Sicilcassa (poi Bds e adesso Unicredit) a risarcire, con oltre 47 mila euro, un suo ex cliente, il 69enne marsalese Giuseppe Barraco, ex rappresentante di capi d’abbigliamento. I fatti contestati risalgono al periodo tra il 1987 e il 2000. ‘’L’illegittimità di tale pratica è accertata – spiegò l’avvocato Gandolfo, legale del Barraco - Tant’è che da qualche tempo, gli istituti di credito che procedono a recuperare coattivamente le somme loro dovute alla chiusura dei conti, provvedono di propria iniziativa al ricalcolo del saldo escludendo la capitalizzazione trimestrale passiva’’. Per il timore di subire una denuncia e la conseguente condanna di un giudice civile. ‘’Il mio cliente – continuò il legale – ha avuto la forza, nel 2000, di chiudere il conto corrente e nel 2006 si è rivolto a me’’. L’illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi è stata definitivamente sancita dalla Corte di Cassazione, a sezioni unite, nel 2004. L’istituto di credito aveva puntato sul fatto che la Sicilcassa era stata posta in liquidazione e che il cliente per far valere le sue ragioni avrebbe dovuto rivolgersi al liquidatore, il cui nome, però, afferma Gandolfo, ‘’non risultava’’.
Antonio Correra processato anche per insolvenza fraudolenta
Sembrano non finire i guai giudiziari di del 34enne marsalese Antonio Ignazio Correra, che da un lato denuncia di essere stato vittima di usura, ma dall’altro si trova sotto processo con l’accusa di aver commesso numerose truffe nell’ambito della sua attività commerciale: compravendita di concimi e prodotti per l’agricoltura. Un altro processo lo vede imputato di ricettazione di assegni rubati. Sono i due consegnati ai suoi presunti usurai. Infine, l’ultimo processo avviato a suo carico, davanti al giudice Torre, lo vede accusato di insolvenza fraudolenta. Nel 2008, Correra avrebbe raggirato il commerciante Baldassare Lentini, legale rappresentante della ‘’Italconcimi’’, consegnandogli in pagamento della merce acquistata un assegno di 11 mila euro poi risultato ‘’scoperto’’. Lentini fece l’amara scoperta quando si recò in banca per l’incasso. A condurre l’inchiesta, coordinata dal pm Francesca Rago, è stata la sezione di pg della Guardia di finanza presso la Procura. Analogo ‘’scherzo’’ il Correra avrebbe fatto al titolare dell’Agripoint di Partanna, Salvatore Accardo.