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03/07/2014 06:00:00

Nuova "casa" per il Giovinetto di Mozia. Ma alla Fondazione Whitaker servono soldi

Presentato ieri il nuovo allestimento del "Giovane di Mozia" all'interno del museo Whitaker. Dopo un'assenza di un anno e mezzo, l'impegno della Regione: "Non si muoverà più". La Fondazione batte cassa, i dipendenti non ricevono soldi da un anno. Per fare quadrare i conti le provano tutte. I rumor dicono che sull'isola verrà anche registrata una puntata delle selezioni di X FACTOR con Mika. 

Nuova vita per il Giovinetto di Mozia. E’ stato presentato presso il museo della Fondazione Whitataker sull’isola di Mozia, al centro dela Laguna dello Stagnone di Marsala, il nuovo allestimento della statua, ritrovata nel 1979 e risalente al V secolo a.C. Lo potete vedere nella galleria a fianco questo articolo.
La nuova installazione è stata resa possibile grazie all’impegno di Banca Nuova e alla donazione di una base antisismica realizzata dal Jean Paul Getty Museum di Los Angeles. Il Giovinetto di Mozia è tornato nell’isola lo scorso 8 Gennaio, dove mancava dall’8 Maggio 2012, data in cui era partito prima con destinazione Londra - è stato esposto in occasione dei Giochi Olimipici - e poi, appunto, Los Angeles.

Pur senza gambe, il Giovinetto fermo non c’è stato mai. Nel 1988 era Venezia in occasione della prima mostra mai realizzata sui Fenici a Palazzo Grassi. Poi ha fatto il giro del mondo. L’ultima assenza, di oltre un anno e mezzo ha pesato gravemente nelle casse della Fondazione Whitaker, che dichiara di aver incassato circa 150.000 euro in meno nel 2013.

Alla breve cerimonia di inaugurazione della nuova installazione (prima il Giovinetto era esposto direttamente alla biglietteria del Museo Whitaker…) hanno partecipato, oltre ai vertici della Fondazione e di Banca Nuova, anche i due assessori regionali alla cultura che si sono impegnati nel progetto, Maria Rita Sgarlata (oggi con delega al Territorio e Ambiente) e Giusy Furnari. L’impegno di Banca Nuova, economicamente parlando pare non sia stato un granchè, siamo intorno a qualche migliaio di euro. “La cifra esatta non è delicata scriverla” fa sapere l’addetto stampa dell’istituto di credito, i cui vertici hanno deciso di impegnarsi durante una cena con l’assessore Sgarlata, come lei stessa ha rivelato, aggiungendo: “Io questa la chiamo politica del fare”.

E sui viaggi che nel tempo hanno privato l’isola dei suoi tesori più belli? “Adesso non partono più - dice l’assessore Furnari - perchè il presidente Crocetta è stato chiarissimo. Le nostre opere sono blindate”. “Peccato - le rispondono - perchè molte persone in giro per il mondo conoscono la Sicilia grazie alle nostre opere”.

“Non è esattamente così - commenta Renato Albiero, della Fondazione Whitaker - basti pensare che per la mostra delle Olimpiadi, a Londra, il Giovinetto è stato esposto nel padiglione dell’arte greca….”.

I numeri per la Fondazione Whitaker sono preoccupanti. Nel 2013 la Regione ha stanziato 200.000 euro, che ancora non si sono visti. La cifra per il 2014 attualmente è zero.
“I nostri dipendenti sull’isola - dichiara Albiero - lavorano da 12 mesi senza stipendio”. A Mozia la Fondazione ha 10 dipendenti, altri 9 a Palermo, nella Villa Amalfitana.

Come si fa a sopravvivere? “Creando rapporti di conoscenza - spiega Albiero - e cioè non portando in giro per il mondo le nostre opere, ma portando qui le persone e gli eventi”.

Per capire di cosa stiamo parlando gira insistentemente l'indiscrezione che l’8 Luglio prossimo verrà registrata sull’isola una puntata di X Factor, il popolare talent show musicale targato Sky. Sull’isola arriverà Mika, con dieci cantanti, tra i quali dovrà scegliere i tre da portare in finale. La puntata verrà poi trasmessa a fine Settembre.

“Noi mediamente incassiamo ogni anno 450.000 euro - fa i conti Albiero - nel 2013 ne abbiamo incassati 300.000 perchè il Giovinetto non c’era. Abbiamo dieci dipendenti da pagare ogni mese, e un sacco di spese. Le proviamo tutte per fare soldi. Abbiamo cominciato a produrre olio e vino, ma dobbiamo lottare con i conigli che l’anno scorso hanno devastato il vigneto”.

Tornando al Giovinetto, il nuovo allestimento permette, per la prima volta, di vedere il capolavoro della scultura greca in tutta la sua bellezza, senza travi o sostegni a impedirne la vista, con la possibilità di girare intorno al Giovinetto da ogni angolazione. “Mi pare ottimo” commenta Gioacchino Falsone. E’ docente di archeologia fenicio - punica all’Università di Palermo. E’ il papà del Giovinetto. Lo scoprì lui nel 1979, scavando nel quartiere artigianale della roccaforte fenicia. Da allora non si è ancora fermato. “Sono sull’isola per ora con venti studenti per una campagna di scavi” racconta.

Chiudiamo con buona notizia per Mozia, Terna Rete Italia, infatti, la società che gestisce la rete elettrica nazionale ha annunciato che a Settembre cominceranno i lavori per smontare le quattro pale eoliche presenti sull’isola, collocate in via sperimentale anni fa, ma mai entrate in funzione. Eventuali ricavi dalla vendita del materiale ferroso saranno donati alla Fondazione Whitaker. Anche questo fa sostanza, come dicono dalle nostre parti.