Fatica ad accennare movimenti l'aula di Palazzo Cavarretta. Proposte, votazioni ed emendamenti che hanno tenuto attiva la seduta del consiglio comunale di Trapani fino a sera inoltrata. A tenere banco il regolamento Iuc e nella fattispecie la definizione delle forme di riduzione della Tasi, il tributo sui servizi indivisibili. Una seduta fiume durata dalle 10.30 del mattino fino all'orario di cena, ma perennemente ai limiti del numero legale di presenze.
L'incubo delle proteste targate Tares viste lo scorso anno incombe sulle spalle dei consiglieri comunali e ad aggravare la loro condizione c'è la scadenza ultima per l'approvazione del regolamento dell'Imposta unica comunale. Entro oggi (mercoledì) la questione dovrà essere archiviata e con questi ritmi l'impresa sembra davvero ardua. Sulla Tasi, la proposta dell'amministrazione comunale, è quella di un aliquota al 2,5 per mille. Un dato che preoccupa parecchio alcuni consiglieri comunali, se è vero che nel caso in cui non dovesse essere ratificato verrebbe messa in seria discussione l'approvazione del bilancio di previsione. “Proporci la Tasi con questa aliquota al 2,5 per mille – afferma Abbruscato (Pd) – è una manovra scorretta, non ci stiamo a passare ancora una volta per i carnefici della città. Il sindaco, privo di un Assessore al Bilancio, ci sta mettendo con le spalle al muro”. Damiano ascolta stizzito, lascia l'aula per rilasciare un intervista e poi ritorna. “Lei, dicendo che avrebbe ridotto il peso di tassazione, ha detto una bugia – dichiara a microfono aperto La Pica (Ncd) –, il regolamento Iuc è in scadenza, lei pensava che noi approvassimo tutto a scatola chiusa, ma non è così”. Poi intervengono Sveglia (Art.4), Passalacqua (Pd) ed infine Salone (Fi) sferra un attacco sbraitando “lei il sindaco non lo sa fare” face to face con Damiano.
I consiglieri non usano mezzi termini, alcuni lo dicono in coro, Pumo (Gruppo Misto) aggiunge i nomi e cognomi. “Signor sindaco, lei non me ne deve volere, ma anche se a malincuore lei deve tornare a parlare di politica con Mimmo Fazio e con il Senatore Tonino D'Alì. Che sia chiaro, lei non deve parlarci in quanto singole persone, si tratta di un Deputato regionale ed un Senatore della Repubblica e ci deve parlare di politica”. Dopo un lungo dibattito si passa alla valutazione degli emendamenti, che di fatto rappresentano l'unico contraltare ad un aliquota al 2,5 per mille sulla Tasi. Sul punto, infatti, ci sono due modi di interpretare il sistema di tassazione. C'è chi dice, approviamo un aliquota elevata e tutta una serie di riduzioni (le esenzioni, spiega il dirigente Petrusa, non sono previste dal regolamento nazionale). L'altra parte invece (Psi?) spera di tralasciare gli emendamenti per strappare un aliquota al 1,5 per mille. Il primo emendamento in votazione è firmato Guaiana (Ncd). Prevede una riduzione dell'80% sull'abitazione principale per i contribuenti che hanno un Isee inferiore o uguale a 4.000 euro, per i nuclei familiari che hanno un Isee inferiore o uguale a 10.000 euro in presenza di un portatore di handicap, e per i nuclei familiari con un Ise inferiore a 6.441 per l'anno 2013. Con 9 favorevoli, 5 contrari e 4 astenuti la proposta non viene approvata. A bloccare nuovamente il consiglio poi è stato un emendamento proposto dal consigliere Sveglia (Art.4), prima modificato, poi valutato dai revisori dei conti, ed infine ritirato. Bocciate dal consiglio anche le proposte di Vassallo (Psi) e Ferrante (Gruppo Misto) orientate a tutelare in maniera diretta gli abitanti delle frazioni. Vediamo oggi cosa succederà.