La pista ciclabile che da Trapani doveva arrivare a Marsala, e che invece si ferma poco prima delle saline di Nubia, si gioca con il Palavetro il primato dell’opera meno riuscita a Giulia Adamo quando era presidente della Provincia Regionale di Trapani. Ingroia ha assicurato che i lavori riprenderanno.
37 chilometri di pista ciclabile lasciati a metà. Ma presente sulle cartine turistiche. Un’opera che doveva arricchire l’itinerario turistico della provincia di Trapani, con i visitatori che, dal capoluogo a Marsala, potevano costeggiare le saline in sella alle bici.
La pista, però non è mai stata completata. E adesso, quel poco che è stato fatto, è in totale stato di abbandono, annegato nelle erbacce e nel degrado. Con i ciclisti che dopo aver zigzagato per chilometri e chilometri, sono costretti a fermarsi poco prima di Nubia. Da Trapani fin qui non è che soltanto il primo stralcio di un’opera che era costata 930 mila euro. Mica spiccioli, ma erano altri tempi, quando si poteva spendere, e lasciare tutto a metà.
Antonio Ingroia, ex commissario della ex Provincia di Trapani, proprio l’ultimo giorno in carica a Trapani, ha annunciato che i lavori riprenderanno. "Era un progetto assolutamente dimenticato - ha detto Ingroia - tant'è che stavano per ritornare alla Regione i circa 100 mila euro disponibili. Mi auguro che entro un anno possa essere definito". Questo l’ex pm, l’ex candidato premier, l’ex commissario dell’ex Provincia lo ha detto nel corso della conferenza stampa del suo ultimo giono di servizio. Si congeda con questa promessa. Si farà?
In tutto ciò, il progetto prevedeva un’area di sosta, dotata di panchine, rastrelliere e una fontanella presso il Mulino “Maria Stella”, centro visite della riserva delle saline. Una passerella ciclopedonale per oltrepassare il torrente Baiata. “La greenway delle saline”, la chiamarono i progettisti. E questa era la descrizione del progetto sul sito della Regione Siciliana:
La greenway delle saline sviluppa da Trapani a Marsala attraversando per intero le Riserve Naturali Orientate delle “Saline di Trapani e Paceco” e delle “Isole dello Stagnone di Marsala”, rendendo fruibili ad una nuova mobilità ciclopedonale aree e poli d’attrazione turistico culturali, quali il “Museo del sale”, dove si trovano le testimonianze delle antiche tecniche della lavorazione del sale, la “Torre Nubia”, la “Torre di Mezzo”, la “Torre di Marausa” e la “Torre S.Teodoro” lungo il litorale fino alla caratteristica “Strada Romana” sommersa che un tempo collegava l’isola di Mozia alla costa marsalese.