Non una protesta sindacale, ma la presa di posizione di 205 insegnanti che, come liberi cittadini appartenenti alla categoria dei docenti, hanno deciso di intervenire pubblicamente nel dibattito sempre più acceso sulla nuova mobilità urbana legata al BRT, il Bus Rapid Transit.
Con una lettera indirizzata al sindaco Giacomo Tranchida e agli assessori comunali, il personale scolastico di tre istituti del centro storico - la "Bassi Catalano", il "Rosina Salvo" ed i Liceo "Fardella- Ximenes" - contesta la sospensione degli abbonamenti agevolati per la sosta e chiede correttivi immediati.
La vicenda si inserisce in un contesto già particolarmente teso.
Da settimane, infatti, il progetto BRT sta modificando profondamente la viabilità tra porto, centro storico e area urbana, con nuovi assetti stradali, soppressione di stalli, corsie dedicate ai bus e una progressiva riduzione della sosta lunga nel cuore della città.
Un cambiamento che l’amministrazione comunale considera necessario per accompagnare la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, ma che sta provocando malumori tra residenti, lavoratori e attività economiche.
La lettera dei docenti arriva proprio mentre il Comune continua a stringere sulla regolamentazione della circolazione attorno ai cantieri del BRT.
Negli ultimi giorni Palazzo d’Alì ha imposto nuove prescrizioni per i bus di linea nella zona di via Ammiraglio Staiti e del porto, eliminando ulteriori stalli - compresi quelli dedicati ai consiglieri comunali - e riorganizzando fermate e carreggiate per gestire il traffico durante i lavori. Una situazione che, soprattutto nelle ore di punta, sta creando forti rallentamenti e disagi alla circolazione.
Secondo i 205 firmatari, proprio questo scenario renderebbe ancora più difficile la scelta di eliminare gli abbonamenti agevolati per i lavoratori del centro storico. Gli insegnanti si rivolgono all'amministrazione come cittadini e professionisti che ogni giorno devono raggiungere le scuole del centro storico, spesso provenendo da altri comuni o spostandosi tra più plessi nell’arco della stessa giornata lavorativa.
Nella lettera il provvedimento dell'amministrazione viene definito “gravemente penalizzante”, anche perché adottato in corso d’anno scolastico e senza soluzioni alternative realmente praticabili. I docenti contestano in particolare l’idea che il trasporto pubblico possa sostituire integralmente il mezzo privato, in una fase in cui traffico, cantieri e rallentamenti incidono pesantemente sulla puntualità dei collegamenti.
Il nodo degli abbonamenti rappresenta uno dei punti centrali del nuovo piano della mobilità promosso dall’amministrazione Tranchida.
Già a marzo il Comune aveva annunciato lo “sblocco” di circa 100 abbonamenti nelle aree del centro storico, sostenendo che la presenza di auto in sosta prolungata limitasse la rotazione dei parcheggi e la fruibilità del centro cittadino.
Contestualmente era stato potenziato il trasporto pubblico con nuove linee e parcheggi di interscambio collegati al centro tramite bus ATM.
Successivamente Palazzo d’Alì aveva confermato la sospensione dei nuovi abbonamenti nelle aree di sosta del centro storico, introducendo un abbonamento agevolato da 5 euro mensili per il trasporto pubblico urbano destinato ai lavoratori. Una misura che il Comune considera parte integrante della strategia collegata al BRT.
Ma è proprio su questo punto si concentra la contestazione degli insegnanti.
Pur riconoscendo l’utilità del sistema BRT e dei parcheggi di interscambio come Piazzale Ilio, i firmatari ritengono che tali soluzioni possano funzionare per chi raggiunge occasionalmente il centro storico, non per chi vi lavora quotidianamente.
I docenti denunciano anche "ingiustificati favoritismi" verso alcune categorie di lavoratori che continueranno a beneficiare di stalli riservati o deroghe agli abbonamenti.
Tra gli esempi citati, figurano i posti destinati al personale del Tribunale in piazza Giacomelli e le categorie considerate dal sindaco “meritevoli di tutela” per l’esercizio di pubbliche funzioni. Gli insegnanti rivendicano il principio di equità: “Anche il personale scolastico — sostengono — garantisce un servizio pubblico essenziale”.
La preoccupazione, però, va oltre il semplice tema dei parcheggi.
I 205 insegnanti lanciano un allarme sulle possibili conseguenze future per le scuole del centro storico: le difficoltà di accesso e la carenza di soluzioni per la mobilità, potrebbero infatti influenzare le scelte delle famiglie, incidendo sulle iscrizioni e quindi sulla tenuta degli istituti scolastici storici della città, soprattutto nei primi cicli di istruzione.
Per questo motivo, i firmatari chiedono il mantenimento di aree di sosta dedicate nelle vicinanze delle scuole, la possibilità di abbonamenti agevolati almeno per il periodo scolastico, oppure l’introduzione di permessi specifici per il personale docente e ATA. Viene inoltre richiesto un confronto diretto con l’amministrazione comunale.
Il documento rappresenta uno dei segnali più evidenti di come il dibattito sul BRT stia ormai coinvolgendo ogni settore della vita cittadina: dalla viabilità al commercio, fino alla scuola e ai servizi pubblici essenziali.
Intanto, oggi è previsto un confronto sul tema BRT aperto alla cittadinanza con sindaco e assessori, nella sede del PD "Angela Bottari".