Mafia, processo Eden. Il maggiore Merola ha parlato delle indagini sui Messina Denaro
Il maggiore dei carabinieri Antonio Merola è stato ascoltato, in Tribunale, a Marsala, nell’ultima udienza del processo ad alcuni dei personaggi coinvolti nell’operazione antimafia “Eden”. E cioè, Anna Patrizia Messina Denaro, Francesco Guttadauro, rispettivamente sorella e nipote del boss latitante Matteo Messina Denaro, Antonino Lo Sciuto, tutti accusati di associazione mafiosa (i primi due anche di estorsione e tentata estorsione), Vincenzo Torino, che deve rispondere di intestazione fittizia di beni, e Girolama La Cascia per false dichiarazioni al pubblico ministero. Rispondendo alle domande del pm Paolo Guido, l’ufficiale dei carabinieri ha parlato di alcune intercettazioni. Tra queste, l’ambientale del 29 giugno 2013 captata sull’auto Bmw in uso a Girolamo “Luca” Bellomo, intercettato nell'ambito dell’indagine sfociata, il 19 novembre 2014 (operazione “Eden 2”), nell’arresto di 16 persone per associazione mafiosa, sequestro di persona e altro. Bellomo è marito di Lorenza Guttadauro, figlia di Rosalia Messina Denaro, sorella di Matteo e di Anna Patrizia. Bellomo parla con Salvatore D’angelo, detto “Pucci”, anche lui coinvolto nella stessa indagine ma non arrestato, ma solo denunciato per associazione mafiosa. I due discutono di un certo “Mimmo”, identificato in Giovanni Scimonelli, nonché di Michele Gucciardi. Quest’ultimo ce l’aveva con “Pucci” perché D'angelo pare si vantasse della parentela con Messina denaro. Si è, poi, parlato anche di un tale “Saro”, che sarebbe Rosario Calandrino, “uomo d’onore” di Salemi. Altro personaggio intercettato è Calogero Ingarra. Ancora una volta, dalle intercettazioni viene fuori che Francesco Guttadauro sarebbe il nipote preferito di Matteo Messina Denaro. Su richiesta del pm, il Tribunale (presidente del collegio Gioacchino Natoli) ha acquisito quattro conversazioni telefoniche tra Girolama La Cascia e l’odontotecnico Lucio Sciortino, presso il cui studio l’imputata lavorava come segretaria. Dalle intercettazioni emergerebbe che tra i due vi fosse una relazione sessuale, mentre la donna aveva negato tale circostanza. Secondo la difesa, questi sarebbero fatti di natura privata, ma per l’accusa le intercettazioni sono importanti ai fini della valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni della La Cascia. Le intercettazioni verranno trascritte, nell’arco di cinque giorni, dai periti Roberto Genovese e Vincenza Lo Verde, che a tal fine verranno incaricati nell’udienza di giovedì prossimo. Fissato anche il calendario delle prossime udienze: il 19 e il 26 febbraio, il 5 e il 19 marzo. In quest’ultima data potrebbe essere emessa la sentenza.
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