A Trapani un bene sottratto alla criminalità organizzata si prepara a cambiare volto, diventando un punto di riferimento per la comunità.
Nel territorio di Casa Santa, a Erice, una palazzina rimasta incompiuta e un tempo riconducibile all’imprenditore edile Vito Tarantolo, oggi assegnata al Comune, sarà recuperata e destinata a centro diurno polifunzionale per anziani. L’iniziativa rientra nei programmi di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia.
Il Comune di Trapani, capofila del Distretto socio-sanitario 50 insieme a Erice, Paceco e Valderice, ha ottenuto un finanziamento di 750 mila euro per riqualificare l’immobile, situato nei pressi dello Stadio provinciale. I fondi provengono dal Programma operativo FESR 2021-2027 tramite il dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali.
Il progetto, che si è posizionato nono tra quelli finanziati in Sicilia, prevede la nascita del centro “Ri@Generazione@Cura”. La struttura sarà rivolta a persone over 65 con fragilità o con bisogni assistenziali di livello medio-basso, offrendo un supporto concreto per prevenire la perdita di autonomia.
Il servizio sarà organizzato su base diurna, con rientro a casa in serata, e si baserà su un approccio integrato tra assistenza sanitaria, riabilitazione e attività sociali. Gli spazi comprenderanno, tra gli altri, una palestra, laboratori, ambienti per musicoterapia e informatica, oltre a un orto inclusivo, una serra e una cucina terapeutica, insieme ad aree dedicate ad attività culturali e spirituali.
La struttura potrà accogliere fino a 70 utenti al giorno e resterà operativa per circa 10 ore quotidiane. A gestirla sarà un’équipe multidisciplinare composta da almeno 12 professionisti, tra cui psicologi, infermieri, fisioterapisti e pedagogisti. Previsto anche un sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di favorire la permanenza degli anziani nel proprio ambiente di vita il più a lungo possibile.