Povero Parma, come ti hanno ridotto. E la Lega Calcio assiste inerme allo scempio
Assistendo allibiti alla lenta agonia del Parma (sopravvissuto al crack dei Tanzi ma non a quello del terzetto Ghirardi-Taçi-Manenti) ci si chiede: ma La Lega calcio dov’è, cosa fa, che ci sta a fare (oltre a spartirsi fra mille litigi e rancori mai sopiti le appetitose prebende delle TV cha hanno fagocitato il calcio)?
Guardando alle operazioni di compravendita a scatola praticamente chiusa (da Tommaso Ghirardi al Gruppo che forse faceva capo all’albanese Taçi e da quest’ultimo, a sorpresa, ad una misteriosa cordata di cui si è esposto solo il signor Manente, imprenditore dal bonifico fatto con la scolorina), viene da chiedersi quali siano i controlli che la Lega calcio fa sui passaggi di proprietà delle società che ne fanno parte.
Perché non prendiamoci in giro: da un fallimento del Parma, oltre alla regolarità del campionato, ci rimettono in soldoni più o meno un po’ tutti i club. Se le fidejussioni si sgonfiano si assottigliano anche i crediti per i trasferimenti dei giocatori, le quote incassi e abbonamenti e tutte le altre compensazioni che, attraverso i vasi comunicanti della contabilità centralizzata, passano da un club all’altro.
Ed allora, ci spieghi il dottor Beretta, con o senza l’aiuto del geometra Galliani, quali strumenti di controllo ha messo in atto la Lega per garantire che nel consesso dei club di A entrasse gente solvibile e non imbroglioni dal bonifico superleggero.
Tempo addietro ci avevano provato gli
Viene da pensare quando si constata la differenza di comportamento degli inglesi, che spesso giudichiamo troppo rigidi e pignoli, persino bacchettoni (e capaci di negare il permesso di lavoro ad un fuoriclasse, solo perché la sua nazione era 72^ e non 70^ nel ranking FIFA!) . Ricordiamo come abbiamo fatto sudare le proverbiali sette camicie a Massimo Cellino nel momento in cui ha acquisito il pacchetto azionario del Leed United, pur avendo i soldi ed una solidità economica a prova di qualsiasi visura. E quando non hanno potuto bloccare l’impeccabile operazione finanziaria dell’ex presidente del Cagliari, sono andati a scovare, per squalificarlo per tre mesi, che in Italia aveva subito una condanna per evasione fiscale.
E gli 007 della nostra Lega cos’hanno fatto? Si sono limitati a prender atto di quel che scrivevano i giornali – che con tutta la buona volontà non sono certo in possesso degli strumenti investigativi necessari per penetrare nella contabilità delle banche dei più misteriosi e protetti paradisi fiscali.
Da noi – passiamo alla FIGC – la Covisoc cosa fa, se non controllare le date delle ricevute dei versamenti degli stipendi ai giocatori e del versamento dell’IRPEF e dei contributi previdenziali? E spesso si fa anche ingannare da fidejussioni false, prodotte da gente fa di mestiere il
Se si vuol davvero salvare la faccia del nostro calcio davanti al mondo la Lega deve assumersi l’onere di consentire al Parma di concludere il torneo con una formazione il più competitiva possibile. Anche se già si accapigliano le due fazioni: quella che vorrebbe il fallimento del Parma (con lo 0-3 a tavolino agli avversari, fra cui la Juventus) e quella, legata alla Roma, che vuole a tutti i costi che il Parma continui a giocare perché la Roma è stata l’unica squadra d’altra classifica a non prendere i tre punti contro la formazione di Donadoni.
Piccolezze da cortile.
Allora rifacciamoci la vista e gli umori col nostro Marsala, che pur nel suo campionato di Eccellenza, dopo anni di angustie, sta sbaragliando gli avversarsi senza polemiche né inghippi, e marcia verso una promozione agognata e meritatissima.
Dilettanti, sì, ma con la faccia presentabile, che possono guardare gli altri negli occhi, e girare a testa alta.
Salvatore Lo Presti
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