Cambia il giudice e subisce un lungo rinvio (al 28 settembre) il processo che per disastro colposo e lesioni personali gravissime e permanenti vede imputati Marcello Lombardo, di 31 anni, responsabile del cantiere su incarico dell’impresa ‘’Gam Costruzioni’’, e Giuseppe Maurizio Angileri, di 39, dipendente della ‘’Duca di Salaparuta’’, coordinatore della sicurezza. Il procedimento è quello avviato a seguito del crollo addosso a uno scooterista in transito di una parte del muro di cinta e dell’impalcatura metallica che vi era stata installata. Sotto le macerie, la mattina del 15 luglio 2010, rimase l’allora 53enne Vincenzo Pipitone, insegnante tecnico-pratico dell’Itc ‘’Garibaldi’’. L’uomo riuscì a sopravvivere, ma è rimasto sulla sedia a rotelle. Avviato davanti il giudice Riccardo Alcamo, il processo proseguirà davanti il giudice Vito Marcello Saladino per trasferimento del primo. Saranno, quindi, ascoltati il 28 settembre il consulente, l’operaio e tre testi della parte civile che dovevano testimoniare nell’udienza slittata. In gennaio, erano stati ascoltati due operai che il 15 luglio 2010 erano a lavoro nel cantiere allestito per la ristrutturazione del muro di recinzione (lato lungomare) dello stabilimento vinicolo Florio: Carlo Merlo e Giovanni Sammartano. “Alcuni giorni prima dell’arrivo dell’escavatore – dissero - erano state tagliate, con martelletti pneumatici e altri attrezzi, le travi che sostenevano il telaio del ponteggio. Eravamo dentro lo stabilimento, poi abbiamo sentito un boato e siamo usciti”. Sulla consistenza e stabilità del ponteggio, i due operai di fatto confermarono quanto detto in una precedente udienza da un tecnico per la sicurezza dell’Asp, Francesco Vallone, che in aula disse: “Il ponteggio non era ben puntellato. Era ancorato solo in quattro punti, anziché dieci. Il piano di sicurezza diceva di vietare l’avvicinamento di persone, ma questo non è stato riscontrato’’. In fase di udienza preliminare, decise di patteggiare la pena (condanna a un anno e due mesi di reclusione con pena sospesa), il 42enne Stefano Gioacchino Catalano, sub-appaltante e manovratore della pala meccanica con cui si stava procedendo alla demolizione di parti interne attigue al muro crollato sulla strada. Intanto, sul piano economico, a pagare per quanto accaduto potrebbe essere anche la ‘’Duca di Salaparuta’’, che su richiesta del legale della vittima è stata dichiarata ‘’responsabile civile’’ dal gup Annalisa Amato.