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06/06/2015 06:00:00

Caso Culicchia, interviene Di Pisa: "Per uno dei casi la violenza è stata consumata"

C’è un colpo di scena nel caso del patteggiamento (due anni di reclusione, con beneficio della sospensione condizionale della pena, per violenza sessuale su minore) del 74enne marsalese Giuseppe Colicchia, l’istruttore e dirigente fondatore della società sportiva di ginnastica “Diavoli Rossi”. Sulla vicenda, infatti, in replica alle notizie diffuse (è stato proprio il diretto interessato a diffondere la notizia della sua condanna, svolgendosi il rito del patteggiamento a porte chiuse, cercando, però, evidentemente, di ridimensionare il caso) e alla successiva dichiarazione dell’avvocato difensore Paolo Paladino, che in verità, sulla vicenda, avrebbe preferito tenere un più basso profilo. Adesso, infatti, il procuratore della repubblica di Marsala Alberto Di Pisa precisa che Colicchia “è stato condannato per due ipotesi di reato commesse ai danni di due allieve minorenni a lui affidate per svolgere attività ginnica nella sua palestra. Per una è stata ritenuta l’ipotesi di violenza sessuale consumata, per l’altra tentata, entrambe pluriaggravate dal fatto di essere stata commessa ai danni di minorenni e da soggetto cui le minori erano state affidate per ragioni di istruzione”. “Dunque – prosegue il procuratore - quanto alla violenza sessuale consumata, è inesatto dire che “è stata comunque esclusa ogni ipotesi di violenza carnale in senso proprio” (dichiarazione dell’avvocato difensore Paladino, ndr) poiché i fatti per i quali è stata emessa sentenza sono rimasti immutati rispetto a quelli per i quali l’imputato era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Analogamente non è rispondente al vero la circostanza che l’imputato, con riferimento ai fatti commessi ai danni della seconda allieva avesse “risposto agli sms affettuosi dell’allieva”. Gli sms provenivano dall’imputato e non dall’allieva e il contenuto era tale che il giudice li ha ritenuti integrare il delitto di tentata violenza sessuale pluriaggravata”. Con questa nota il procuratore Di Pisa ha voluto ristabilire, nei giusti termini, la verità processuale. Colicchia era stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri lo scorso 17 ottobre (la misura cautelare fu revocata in gennaio). A condannarlo, con il patteggiamento, è stato il giudice delle udienze preliminari Francesco Parrinello. A rappresentare l’accusa è stato il pm Antonella Trainito.



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