Netflix arriva in Italia. Ma siamo pronti?
Immaginate un abitante della provincia di Trapani che guarda – contemporaneamente e legalmente – lo stesso film o la stessa serie tv che sta guardando uno di Boston, utilizzando lo stesso servizio streaming on demand. Mancano poche settimane e tutto ciò diventerà realtà. Sta per sbarcare anche in Italia Netflix, il servizio on demand più utilizzato e chiacchierato del mondo. Film, show televisivi, documentari e soprattutto serie tv, vero punto di forza del servizio. Alcuni esempi? Dal political drama “House of Cards” con uno straordinario Kevin Spacey all’esilarante comedy-drama “Orange is the new black”. Ma anche Daredevil, Marco Polo, Lilyhammer e la nuovissima Narcos per dirne alcune. Questi sono soltanto alcuni tra i titoli più in vista che il palinsesto del colosso creato nel 1997 da Reed Hastings può vantare negli Stati Uniti. Per l’Italia le tariffe dei tre abbonamenti ed i programmi e serie tv effettivamente a disposizione sono ancora sconosciuti. Sembra scontato, però, che non ci sarà House of Cards, esclusiva Sky in Italia. Netflix può comunque disporre di uno store vastissimo, adatto a soddisfare i gusti più particolari degli americani. E non solo. Perché Netflix è presente in circa 50 paesi: dagli USA alla Germania, passando per la maggior parte dei paesi dell’America Latina. Ed è in continua espansione.
La domanda adesso è: riuscirà Netflix a conquistare anche gli italiani?
In un paese ligio alla propria tradizione televisiva – dove continuano ad avere successo programmi e format considerati obsoleti nel resto del mondo – la sfida non è affatto semplice. Riuscirà Netflix ad opporsi allo strapotere di Barbara D’Urso o di Maria De Filippi e dei suoi tre(!) programmi settimanali? Potranno le serie tv americane – molte delle quali non fruibili legalmente prima di adesso – superare i discutibili telefilm nostrani? La risposta è tutto fuorché scontata. Per una rivoluzione (televisiva in questo caso, ma il concetto è applicabile ovunque) è necessario che vi siano i presupposti e le condizioni affinché essa possa aver successo. In Italia non sembra essere così. Non siamo ancora pronti.
La prospettiva più plausibile al momento è una scissione tra un pubblico “elitario” in grado di scegliere e che per questo si rivolge all’on demand ed un pubblico di massa, che accetta ciò che la tv popolare gli propone hic et nunc: il triste pomeriggio in compagnia di Barbara D’Urso e la serate passate a guardare la milionesima stagione di telefilm che altrove non avrebbero nemmeno avuto l’autorizzazione per girare la puntata pilota. Il mondo cambia e lo fanno anche gli interessi e le necessità degli italiani, anche in termini di svago e divertimento. Tuttavia, la nostra tv generalista si rivolge sempre più ad un pubblico anziano, restìo al cambiamento.
Per rimanere in tema di serie televisive e di “esperimenti” rivoluzionari, Sky ha recentemente deciso di trasmettere in contemporanea USA la famosa serie “True Detective” in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Una vera manna dal cielo per i tele-addicted e soprattutto il segnale che anche in Italia la fascia più esigente si sta facendo sentire. L’esigenza è una nuova tv, di spessore e di qualità. Anche quando si tratta di semplice entertainment. Il prossimo esperimento partirà il 12 Ottobre con la trasmissione in contemporanea mondiale della sesta stagione di “The Walking Dead”, una delle serie più amate e seguite negli USA.
Proprio in quei giorni arriverà anche Netflix a portare una ventata di aria fresca. Che sia il momento propizio per un cambiamento? La speranza c’è. La realtà, tuttavia, è che ogni giorno ci sarà “Uomini&Donne”, ogni lunedì “Grande Fratello” ed ogni sabato “C’è posta per te”. Mettetevi comodi e buona visione.
Gianmarco Maggio - @GianmarcoMaggio
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