E’ stato avviato, al Tribunale di Marsala, il processo che vede imputato, per concussione, il maresciallo dei carabinieri Pasquale Nastri, in servizio alla stazione di Marsala fino a giugno 2014, quando fu posto agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, Nastri avrebbe chiesto denaro (pare, 2 mila euro) a una donna per agevolare l’iter di una denuncia da questa presentata. La donna, ricevuta la richiesta, si è, però, rivolta al procuratore della repubblica di Marsala Alberto Di Pisa. Tesa la “trappola”, Nastri è stato arrestato dagli stessi carabinieri mentre riceveva il denaro dalla donna che l’ha denunciato. A difendere Pasquale Nastri, originario di Boscotrecase (Napoli) e residente a Partanna, è l’avvocato Giuseppe Ferro di Gibellina. Una “proposta indecente”, quella di Nastri, soprattutto se si considera che a farla è stato, sempre secondo l’accusa, un sottufficiale dei carabinieri. Il caso, quando esplose, scosse non poco la locale Compagnia dell’Arma, già alle prese con la vicenda delle presunte violenze commesse nella caserma dipendente di Pantelleria. Nel caso di Nastri, però, i carabinieri hanno reagito cercando di fare subito pulizia al proprio interno, dimostrando di avere i necessari anticorpi.