Marsala. La crisi della maggioranza dura un giorno. Coppola: “Sono andato in tilt”
Dura una notte la crisi nella maggioranza a Marsala. Anzi un giorno. Il tempo della dormita di consiglieri e giunta dopo la maratona notturna che ha portato all’approvazione del Bilancio.
Un crisi, se così si può chiamare, nata la mattina dell’approvazione del bilancio con Alessandro Coppola, consigliere di Una voce per Marsala, che aveva annunciato di uscire dalla maggioranza e passare all’opposizione. Un colpo di coda, o un colpo di sonno, nella lunga ed estenuante seduta del bilancio cominciata con Enzo Sturiano, presidente del consiglio, infuriato per l’assenza dal piano triennale opere pubbliche di alcune opere. Irritazione condivisa con diversi consiglieri e che hanno dovuto fronteggiare i dirigenti presenti in aula e messi sotto torchio dagli inquilini di Sala delle Lapidi. A sbroccare, alla fine è stato Alessandro Coppola che se l’è presa con la sua giunta per alcune opere che non c’erano nel piano triennale.
Poi, a mente serena ci ragiona Coppola, e ci ripensa. “Sono andato in tilt. Ho visto che alcune opere non c’erano e me la sono presa con la giunta. Ma la colpa non era loro che non le hanno inserite, ma dei dirigenti. Ci siamo chiariti con il sindaco e con il vice sindaco. Le opere erano state inserite con atto di indirizzo nel 2013, poi ho scoperto che neanche nel piano del 2014 erano presenti. I dirigenti hanno deciso di toglierle, già l’anno scorso. Non possono decidere da soli, devono interpellarci”. Coppola è andato in tilt, quindi, giovedì mattina, con la decisione che lui definisce “impulsiva” di uscire dalla maggioranza. “C’era il nervosismo per le tante ore passate in consiglio, la decisione dei dirigenti, che a me è sembrata della giunta, e poi avevo appena ricevuto la telefonata in lacrime di un mio carissimo amico il cui figlio aveva appena avuto un incidente stradale. Tutto questo mi ha portato a una decisione impulsiva. Ho chiarito tutto anche con l’assessore di riferimento Salvatore Accardi e con il capogruppo Alfonso Marrone.Spero però che i prossimi atti siano più condivisi e messi a conoscenza dei consiglieri da parte dei dirigenti”.
Una crisi veloce e bizzarra. Alla fine di una seduta fiume e con tutti già pronti ad andare a dormire, Alex C. ha aumentato i decibel e fatto girare i dischi al sindaco Alberto Di Girolamo che subito dopo ha detto di voler fare una verifica politica. Gli ha fatto eco il vice sindaco Agostino Licari. L’opposizione subito dopo, Udc e Progettiamo Marsala in testa, hanno parlato di senso di “responsabilità della minoranza davanti a una maggioranza in crisi”.
Intanto ci sono strascichi della campagna elettorale. Il Tar Sicilia ha deciso che dovranno essere ricontate le schede elettorali delle sezioni 19 e 20 delle scorse elezioni amministrative a Marsala. Il Tribunale Amministrativo ha accolto il ricorso dell'avvocato Salvatore Giacalone, per conto del candidato Massimo Fernandez, contro il candidato Giovanni Di Girolamo, entrambi della lista del Partito Socialista. Di Girolamo figura come il primo dei non eletti con 333 voti. Mentre Fernandez è dietro, secondo non eletto, con 331 voti. Secondo Fernandez nelle sezioni 19 e 20 sono stati fatti degli errori e sarebbero stati attribuiti 7 voti in meno a lui (3 nella 19 e 4 nella 20). Sette voti che non gli permetterebbero di arrivare a 338 voti, essere il primo dei non eletti e di conseguenza non potrebbe entrare in consiglio comunale in caso di surroga nei 5 anni di consiliatura. La verifica sui voti dovrà essere effettuata entro 45 giorni dalla data dell'ordinanza del Tar, la verifica verrà fatta dalla Prefettura di Trapani.
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