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11/01/2016 06:25:00

Castelvetrano. Nomi, partiti e movimenti verso le prossime elezioni amministrative

Il Fli è morto, Forza Italia è morta, e anche il Movimento 5 Stelle non si sente tanto bene. Sono gli effetti collaterali di quadri politici che mutano e di “rivoluzioni” che fanno fatica a coordinarsi, in una Castelvetrano già in batteria di partenza per le prossime amministrative del 2017. In difesa della città, negli anni, sono state fatte le cose più impensabili: dalle opposizioni che votano a favore della maggioranza per evitare commissariamenti, alle “larghe intese” tra il Pd di Marco Campagna e il Fli di Felice Errante. Evoluzione più o meno naturale del “guardare al partito” che, passando per il “guardare alla persona”, arriva al “guardare al bene della città”. Insomma, ideologie ed appartenenze partitiche che scompaiono in favore di un’idea “moderna”, al di là delle dottrine.

 

Ed è per il bene della città che ogni 5 anni viene bandito un concorso a 30 posti, molto partecipato da un fiume di candidati desiderosi di impegnarsi per il proprio territorio. Gente disposta a perdere il sonno per studiarsi le montagne di carte che servono per le consapevoli decisioni in consiglio comunale, in modo che l’amministrazione della cosa pubblica non faccia una piega.

 

Per il bene della città, nel 2012 il Pd non presenta alcuna alternativa alla destra, partecipando al cosiddetto “tavolo Errante” costruito dall’ex sindaco Gianni Pompeo e da Baldo Gucciardi (leader del Pd nell’isola e deus ex machina del partito in provincia di Trapani), a sostegno del Fli di Errante e contro l’avversario Giovanni Lo Sciuto.

Nel frattempo, essendo il Fli sparito dalla faccia della nazione, il primo cittadino dapprima transita nel movimento “Noi per la Sicilia” e poi sbarca nel Ncd. Ma quando Angelino Alfano nomina Lo Sciuto (da deputato regionale ex Mpa) nel consiglio direttivo del Ncd, Errante, sempre per il bene della città, scarica Campagna per dare spazio in giunta agli uomini di Lo Sciuto “a causa del mutato quadro politico”.

 

Per il bene della città, oggi si aggiunge un'altra mutazione: l’ex sindaco Pompeo passa al Pd, da democristiano a democratico. Un transito abbastanza indolore, seguito pare anche dal presidente del consiglio comunale Vincenzo Cafiso. Certo, un po’ in controtendenza rispetto al “patto politico per le riforme” da parte di Pd, Udc ed Ncd a livello regionale. Sembra davvero singolare che a livello locale invece quest’impostazione partitica non sia stata possibile soltanto per vecchi attriti legati alle scorse amministrative. Errante e Lo Sciuto se ne sono dette di santa ragione alla scorsa campagna elettorale, è vero, ma è il “gioco” della politica.

E del gioco della politica fanno parte anche i lunghi periodi preelettorali di reciproco sputtanamento, in cui dall’esterno si ha come l’impressione di distinguere la maggioranza dall’opposizione. Operazione questa non sempre facile in una città come Castelvetrano. Ma dalla guerra dei comunicati stampa, per esempio sulla storia degli impiegati comunali lasciati senza lo stipendio di dicembre e senza tredicesima (o anche quella dei debiti nei confronti della cooperativa Insieme) qualche indicazione la si può avere. Basta guardare le firme.

La “solidarietà” nei confronti degli impiegati a bocca asciutta proprio durante le feste natalizie è siglata dalle forze dell’opposizione: Monica Di Bella e Pasquale Calamia (PD), Giuseppe Curiale, Luciano Perricone e Gaetano Accardo (Gruppo “Liberi ed Indipendenti”), Maurizio Piazza e Francesco Bonsignore (Città Nuova), Ninni Vaccara (Gruppo “NoixCastelvetrano”).

Mentre la “difesa” dell’azione amministrativa di Errante è a nome dell’Ncd, Udc-Area Popolare e il gruppo Castelvetrano Futura.

Il quadro non è però sufficiente, perché mancano quelli di Articolo 4 (area Ruggirello) ed altri consiglieri eletti nel 2012 nei movimenti collegati a Lo Sciuto che, almeno per ordini di scuderia, dovrebbero essere passati nelle file della maggioranza.

Fuori dalla rosa dei 30, ma interessato alla candidatura di Sindaco, c’è Francesco Bongiorno, che ha da poco lasciato il coordinamento provinciale di Forza Italia, scegliendo per il momento di non affiliarsi a nessun partito.

 

Spuntano anche i comunicati stampa del Movimento 5 Stelle, non ancora consolidato al suo interno, ma sugli stipendi negati molto fermo nella condanna di maggioranza, opposizione e sindacati. Il tutto con un chiaro sfondo indipendentista più vicino al neomovimento “Siciliani Liberi” che a quello di Beppe Grillo.

Difficile invece fare ipotesi sulle nuove scelte politiche che farà Lillo Giambalvo, fresco di assoluzione dal processo Eden 2 e cultore della famiglia mafiosa dei Messina Denaro, pronto a ritornare in consiglio dopo che il prefetto avrà revocato la sospensione di 18 mesi imposta dopo il suo arresto. Anche Giambalvo, oggi più che mai, per il bene della città.

 

L’impressione è che anche questa volta si assisterà dapprima al balletto delle candidature, poi alla propaganda partitica a colpi di comunicati stampa travestiti da informazione. E infine alla ricerca spasmodica di facce “nuove” e presunte competenze in grado di legittimare, più o meno consapevolmente, i professionisti della politica di sempre. Una politica locale che ha quasi sempre fondato la sua identità sull’intercettazione dei finanziamenti europei.

A voler giocare con i nomi e con i ruoli, alla fine un accordo lo si può sempre trovare e magari, se tutto va bene, tra qualche anno ci si potrebbe ritrovare con i castelvetranesi giusti al posto giusto, in modo da favorire i trasferimenti per le nuove riqualificazioni. Felice Errante (Ncd) potrebbe essere eletto deputato nazionale, Giovanni Lo Sciuto (Ncd) ancora alla Regione Siciliana e Gianni Pompeo (o chi per lui) sindaco di Castelvetrano. Formerebbero una corsia preferenziale per i milioni che servono alla città.

Per il bene della città, ovviamente.

 

Egidio Morici