La strage di Mazara 2. Il mistero delle lettere scritte con il sangue prima di morire...
Indagini a tutto campo a Mazara del Vallo per cercare di definire i contorni del duplice, terribile, omicidio avvenuto venerdì pomeriggio a Mazara 2, quartiere periferico della città. Grande scalpore hanno suscitato le due lettere, una E e una R, scritte a terra con il suo sangue da Rita Decina, la donna uccisa a coltellate insieme al convivente, Angelo Cannavò. Lui aveva 29 anni, lei 28. I due corpi sono stati trovati nell'androne e sul pianerottolo della palazzina popolare in cui abitavano. Cosa vogliono significare queste due lettere? Le iniziali dell'assassino? Una tracca investigativa prima di morire? Certo è che l'omicidio è stato davvero efferato: Rita e Angelo sono stati sgozzati, senza nessuna pietà, in pieno pomeriggio, senza che nessuno abbia sentito o visto nulla. Ma chi è stato ad agire? In queste ore prevale l'idea che a compiere il massacro siano state più persone, perché è davvero difficile pensare che una sola persona abbia avuto la capacità di compiere da sola questo massacro, con i due corpi trovati su due piani diversi del palazzo. Se si tratta di più persone, è allora logico pensare ad un gruppo criminale che ha agito per compiere una punizione o una vendetta. Angelo Cannavò aveva dei piccoli precedenti per droga, e in queste ore gli investigatori a Mazara del Vallo stanno cercando di capire se magari aveva deciso di inserirsi in qualche giro, commettendo magari qualche sgarbo a qualcuno dei "signori" della droga di Mazara 2. Ma qui siamo al punto di prima: cosa può giustificare una violenza così efferata verso una coppia di ragazzi placida e tranquilla, che, a detta di vicini e parenti, non era in grado di fare del male ad una mosca?
Ieri mattina al cimitero comunale di Mazara è stata effettuata da una equipe medica dell’Istituto di Medicina Legale di Palermo, l’autopsia sui corpi di Angelo Cannavò e Rita Decina. I cadaveri sono trovati venerdì scorso intorno alle 13.45, nell’androne della palazzina di via Armida Borelli. E l'esame autoptico ha confermato la dinamica dei fatti: la coppia è morta dissanguata a causa delle ferite riportate alla gola. Ma Rita Decina presentava anche coltellate alla schiena. Quindi è stata colpita di spalle, avrà tentato di scappare, di raggiungere casa, mentre il suo compagno veniva ucciso nell'androne
La polizia dal canto suo porta avanti gli interrogatori finalizzati a ricostruire il contesto nel quale è maturato il duplice delitto, in un quartiere, quello di Mazara 2, che ieri appariva spettrale, deserto.
La ragazza, da qualche anno, aveva perso la madre a causa di una grave malattia ed era riuscita a farsi affidare il fratello più piccolo di 9 anni, avuto dalla madre da un’altra relazione. Quando è avvenuto il duplice omicidio il bambino era al «Boccone del Povero», struttura dove spesso si reca per fare attività con altri bambini. Rita Decina ha lasciato anche una sorella di 21 anni. Angelo Cannavò ha lasciato invece, i genitori e cinque fratelli.
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