Tracciare un’analisi sull’attuale condizione del Partito democratico a Marsala impone di considerare almeno tre punti di criticità.
Il primo riguarda l’incompatibilità venutasi a creare a seguito dell’elezione del segretario Alberto Di Girolamo a Sindaco della città.
Una situazione che, a distanza di oltre un anno, appare cronicizzata e sulla quale nessuno degli attori della scena politica interna al partito ha voluto o saputo prendere iniziative nette.
Ciò ha determinato la inevitabile stasi delle attività del Circolo cittadino, stante l’impossibilità per il Sindaco-segretario di conciliare la mole degli impegni connessi al ruolo istituzionale con l’attività di direzione e coordinamento del partito.
Oggi il Pd si trova in una situazione di quasi coma farmacologico, dalla quale stenta a venir fuori e per la quale la soluzione prospettata non può essere quella di un ennesimo rinvio o di un traghettamento graduale.
Abbiamo sposato il rispetto delle regole e dello Statuto quali tratti distintivi rispetto agli altri competitors della scena politica: occorre dunque recuperare il senso del rispetto di tali regole, procedendo alla convocazione in tempi rapidi del Congresso e alla elezione del nuovo segretario.
Si tratta di una scelta di trasparenza non rinviabile, alla quale è legato il secondo punto di criticità.
Come non vedere che l’attuale stasi all’interno del partito si riverbera in modo negativo sulla stessa azione amministrativa?
Di fronte alle continue fibrillazioni di questi ultimi giorni, portate da chi è avvezzo ad accaparrare poltrone più che a dare un serio contributo al governo della città, si avverte il vuoto di un Pd che non è in grado di difendere politicamente, come meriterebbe, l’Amministrazione.
La scelta dell’inazione all’interno del partito è dunque un grave errore e rischia di scompaginare il risultato delle elezioni amministrative.
Il terzo punto di criticità riguarda proprio la politica: sarebbe auspicabile che in questa città il Pd tornasse a parlare di politica, di battaglie ideali ed al contempo di iniziative concrete, di solidarietà, fasce deboli, rispetto del territorio, patrimonio artistico, cultura.
Temi storicamente cari al Pd e che abbiamo il compito di elaborare sotto una lente di ingrandimento diversa e più lungimirante rispetto a quella utilizzata da chi si occupa dell’azione amministrativa, sia pure in un interscambio continuo e fecondo.
Ma politica (va detto senza pruderie) è anche interrogarsi sulle alleanze, sui compagni di viaggio.
Si tratta di un processo che il Pd ha il dovere di governare per l’investitura popolare ricevuta e che parimenti non può essere demandato solo all’Amministrazione.
Ci occorre lucidità e freddezza per capire tutto ciò, per recuperare il terreno perduto.
E’ ancora possibile prima che anche nella nostra città il vento dell’antipolitica dia il segnale che tutti temiamo. Prima che Sagunto bruci.
avv. Vincenzo Pantaleo
Circolo Pd Marsala