09/12/2016 06:05:00

Negli ultimi anni sono andati via dalla Sicilia mezzo milione di giovani. I dati a Trapani

 “Nel 2015 in Sicilia la crescita del Pil è stata del +1,5 per cento, quasi doppia rispetto alla media nazionale e la più accentuata tra le grandi regioni del Sud”. A dirlo è stato il direttore dello Svimez, Riccardo Padovani, durante il suo intervento al convegno ‘La Sicilia e il Mezzogiorno tra ripartenza e persistenti criticità’. Decisiva per realizzare una performance positiva del prodotto della Regione è stata l’occupazione. “Lo scorso anno – ha spiegato Padovani – è aumentata del 2,3 per cento, in misura più intensa rispetto al dato medio assai positivo del Mezzogiorno (+1,6 per cento) e di tre volte maggiore rispetto al +0,8 per cento della media nazionale”.  

“Il 2015 è stato un anno per certi versi eccezionale per il Mezzogiorno – ha concluso Padovani - Non solo perché ha interrotto una serie consecutiva di cali del prodotto che durava da sette anni, ma anche perché ha realizzato una crescita maggiore di quella del Centro Nord. Secondo le nostre valutazioni di preconsuntivo, il Pil è cresciuto nel Sud dell’1 per cento rispetto al resto del Paese, dove la crescita dello 0,7 per cento”.  

Il governatore Rosario Crocetta è soddisfatto: "Siamo in forte crescita non solo sul Pil, superiore alla media italiana del doppio, ma anche sul fronte dell'occupazione con un più 2,3 per cento, tre volte più della media nazionale. "Quelli che pretendono di darci lezioni da tutte le parti, dall'Anci al governo nazionale, devono prendere atto che questo esecutivo ha accelerato la spesa, ha fatto gli investimenti, fa crescere l'Isola pur avendo ereditato una situazione disastrosa e mette fine agli sprechi sulla spesa corrente. La narrazione della Sicilia che leggiamo sui giornali non corrisponde assolutamente ai dati - aggiunge -. Abbiamo il doppio del Pil rispetto al resto d'Italia, l'1,5 per cento, un terzo dell'occupazione in più, tagli agli sprechi del 35 per cento rispetto a una media nazionale del 3 per cento e dei Comuni che fanno il 7,4 per cento".

Ma non tutto è rosa.  Secondo i dati dello Svimez nell'Isola vivono 511 mila Neet, giovani under 34 che non studiano né lavorano. Numeri che fanno della Sicilia la capitale europea dei Neet. Negli ultimi dodici anni i siciliani emigrati altrove sono stati 418 mila, e soltanto nell'ultimo anno si è registrato un aumento del 10 per cento dei siciliani che hanno trovato lavoro fuori dalla regione. Un dramma generazionale, insomma. L'occupazione cresce nel 2016 dove si registrano 24 mila posto di lavoro in più tutti nel settore del commercio e del turismo: ma si tratta di occupazione a basso valore aggiunto e instabile. La Sicilia rimane sotto la media per il numero di nuovi nati e crescono le fasce a rischio povertà.

CISL. Il leggero miglioramento dei dati dell’occupazione registrato in Sicilia non tocca i territori di Palermo e Trapani. Se, infatti, crescono a livello regionale gli occupati nel 2016, del 2,6% nelle due città si registra piuttosto si registra una netta flessione del numero degli        occupati a  Trapani -2% (la percentuale complessiva è del 42%) e in    misura minore a Palermo -0,4% (38 percento il dato dell’occupazione). Secondo i dati forniti dai Consulenti del Lavoro, la crescita in altre province è determinata prevalentemente dall’aumento delle donne, che invece hanno contribuito maggiormente alla flessione dell’occupazione a Trapani. “Restano non valorizzate le potenzialità dei nostri territori, per questo le nostre città faticano a risvegliarsi dalla crisi – ha affermato Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani aprendo i lavori del Consiglio generale a Baida -. Bisogna cogliere tutte le opportunità offerte dalle nuove misure nazionali come il Sostegno all’inclusione attiva e soprattutto i Patti per Palermo e Trapani, le infrastrutture e le grandi opere restano precondizione e chiave per il rilancio, ma è chiaro che non basta. Ciò che chiediamo da tempo è una vera politica della programmazione, di interventi mirati e strategici specifici per ogni realtà. Siamo pronti a discuterne con tutte le parti interessate, istituzioni, associazioni di categoria e industriali di ogni territorio”.   L’intervento del segretario ha aperto i lavori del Consiglio che si è riunito al Convento di Baida davanti i 105 delegati delle due province e i segretari Cisl Sicilia Mimmo Milazzo e confederale Cisl Maurizio Bernava. Durante i lavori è stato eletto componente di segreteria Antonio Dei Bardi, 47 anni, già segretario regionale Fit Cisl Anas. “Viviamo una fase di stasi – ha aggiunto De Luca  -, la politica a tutti i livelli deve svegliarsi, le nostre città sono allo stremo. Troppe sono le vertenze, la sofferenza delle famiglie in povertà, le incertezze dei nostri giovani costretti ad andare via, il rischio di desertificazione industriale davanti a noi, non possiamo continuare a parlare solo di emergenza”.   “Fra ammortizzatori sociali, pensioni basse, disoccupazione crescente, occorre ripensare integralmente le politiche sociali : non solo assistenza ma inclusione proprio secondo il  principio del SIA, il welfare inteso non come spesa ma come investimento sociale coinvolgendo tutti i soggetti in campo,  sindacato  datori  di lavoro, scuola e strumenti come l’alternanza scuola lavoro, la formazione, i centri per l’impiego, snodi essenziali da efficientare per il reale incontro tra domanda e offerta di lavoro. La Regione programmi politiche chiare e precise che abbiano strategie di rilancio economico”. Sull’opportunità offerta dai fondi del Patto per il Sud , la Cisl sollecita “attendiamo ancora i cantieri per le grandi opere, tra queste risorse e il Pon metro che mette a disposizione 80 milioni di euro , entro il 2017 sarà possibile non solo dare ossigeno alle nostre economie con l’edilizia ma anche alle nostre infrastrutture. Abbiamo sollecitato le Stazioni appaltanti affinché si faccia presto, le Prefetture con gli altri sindacati per un tavolo permanente parti sociali, imprese e istituzioni per superare qualunque criticità che possa portare ai ritardi e un patto di legalità per vigilare sulla gestione di questi appalti”. Durante il suo intervento , anche un cenno alle principali vertenze delle due città. Nel territorio trapanese a pesare è la crisi dell’agricoltura, della cantieristica dopo la chiusura oltre due anni fa del cantiere navale per il quale il rilancio, del porto ancora in attesa dei lavori e dell’edilizia con il calo del 50% degli addetti. “Notiamo un nuovo impegno per la soluzione della vertenza Rynair, siamo in attesa di risultati concreti e che finalmente la città e la sua provincia vengano valorizzate come meritano sul fronte del turismo delle infrastrutture con i collegamenti attesi fra gli aeroporti di Palermo e Trapani e quelli ferroviari”. Del resto, ha ricordato De Luca “da tempo chiediamo che si realizzi il Distretto Nord occidentale, considerare cioè il palermitano e il trapanese come un unico territorio da ampliare e potenziare per sfruttare al meglio le risorse europee nazionali e regionali, e programmare insieme opere e progetti che vadano in questa direzione”. Sul fronte dei conti pubblici e delle partecipate, ha aggiunto De Luca “negli ultimi anni ci sono stati segnali di impegno per il risanamento dei conti pubblici ma è chiaro che ancora tanto deve essere fatto e sul fronte dei servizi ai cittadini, dai trasporti ai rifiuti, non sono ancora gli standard che i territori meriterebbero. Si vada avanti con il risanamento e la riqualificazione della spesa pubblica per snellire le pubbliche amministrazioni e incentivare politiche e investimenti che non guardino più alla soluzione dell’emergenza”.

Secondo Mimmo Milazzo segretario generale Cisl Sicilia, “il dato macroeconomico che segna un + 1,5 di crescita dei posti di lavoro a livello siciliano,  è positivo, ma non può bastare. Sono stati creati solo 25 mila posti di lavoro, ma questa risposta non può essere esaustiva e non risponde alle esigenze delle famiglie siciliane, da troppi anni in difficoltà. Non possono bastare quei pochi settori che stanno rinascendo come il turismo grazie alle presenza nell’Isola e quello dell’agroalimentare, oltre alla chiusura positiva dell’utilizzo dei fondi europei per il periodo 2013-2017. Manca ancora la programmazione dei fondi europei fino al 2020, una seria capacità di programmazione, la progettazione di grandi infrastrutture per rilanciare i porti, gli aeroporti la viabilità secondaria, le ristrutturazioni delle nostre istituzioni scolastiche che sono precarie, la soluzione delle vertenze cruciali. Prendiamo come impegno positivo – ha aggiunto Milazzo – l’annuncio sulla decontribuzione per le assunzioni dei giovani, però la Regione deve impegnarsi in una inversione di tendenza con veri investimenti orientando la spesa affinché si crei occupazione e sviluppo , finora il governo regionale non si è dimostrato  incapace,  e se si guarda alle precedenti finanziarie purtroppo si nota il vecchio vizio della politica di cedere, con interventi mirati, al clientelismo e non al vero sviluppo”. A concludere il segretario confederale Cisl Maurizio Bernava . ~“Il paese continua a non crescere perché c’è un divario territoriale e disuguaglianze sociali enormi fra Nord e Sud – ha spiegato  - , lo diciamo da tempo, il Sud rischia di diventare per l’Italia ciò che è stata la Grecia per l'Europa. E' necessario che il governo metta in campo un piano Marshall per il Sud. Purtroppo non c’è il clima e noi dobbiamo mobilitarci, denunciare, proporre e metterci a disposizione per programmare il futuro. Intanto la Regione continua a non fare il cambio di passo, enti locali, governo nazionale e Regione dovrebbero lavorare assieme per avviare piani di investimento e puntare su poche priorità. Ma tutto questo ancora non c’è e si cerca continuamente solo il consenso e più si avvicina la campagna elettorale più questo declino aumenta”.

 

I DATI

 

Crescono a livello regionale gli occupati nel 2016, del 2,6% ma è una tendenza che non tocca i territori di Palermo e Trapani dove piuttosto si registra una netta flessione del numero degli  occupati:  a  Trapani -2%(la percentuale complessiva è del 42%) e in misura minore a   Palermo -0,4% (38 percento il dato dell’occupazione). Guardando i dati dei Consulenti del lavoro, la diminuzione degli        occupati che si è      registrata nella provincia di Trapani (-2%) è stata determinata dalla  flessione del   settore degli   altri servizi (-14,4%). La disoccupazione in Sicilia è giunta al 22% diminuendo di poco rispetto al 2015, a Palermo quasi il 27 per cento a Trapani il 19,9. Il tasso di disoccupazione dei giovani sfiora il 60 per cento in molte città dell’Isola. A Trapani sono state 568 le pratiche di mobilità in deroga e 15 di cig in deroga.  A fronte di un aumento complessivo in Sicilia delle ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria, (dati dei Consulenti del lavoro), nei    primi   8 mesi del 2016 rispetto a quelle concesse nell’analogo periodo del 2015 (+1,2milioni di ore, pari    al +15,9%),      la provincia di Palermo ha il primato regionale per numero di ore di cigs autorizzate: 1,4 milioni, con        un aumento del 50,6% che colpisce tutti i settori, dall’edilizia al commercio. A Trapani si registra l’aumento delle ore di cigs,  49 mila ore (+154%) alle quali contribuiscono sia l’industria sia        il commercio.  Sul fronte delle imprese un leggero saldo positivo nelle due città (secondo dati Unioncamere a Trapani le nuove sono state 447 ma le cessazioni hanno riguardato 311 imprese), non ha comunque dato spinta alle due economie che restano ferme e lo confermano anche i dati sugli ammortizzatori sociali. Sul fronte della povertà, a Trapani sono state ben 10 mila le persone che hanno chiesto l’intervento della Caritas.  E cresce il bisogno di politiche sociali, da settembre a Trapani sono state 500 finora le richieste giunge al comune per il Sia il sostegno all’inclusione attiva. Bisogna però fare di più sul fronte delle risorse. Analizzando i bilanci del 2015 , secondo uno studio della Cisl nazionale si registra una scarsa propensione al sociale, a Trapani infatti le spese sociali sono giunte nel 2014 al 17% delle spese correnti appena l’1% in più del 2013. La spesa sociale pro capite ammonta a 156 euro in linea con il dato regionale.