02/03/2017 15:44:00

Le polemiche sui vitalizi e le pensioni dei parlamentari

di Leonardo Agate - I film e le sceneggiate di Fantozzi sono rimasti celebri per la paradossalità delle situazioni, che avevano un fondo di verità. Si rideva a crepapelle. Qualcosa di simile sta avvenendo con la questione dei vitalizi e delle pensioni dei parlamentari.
I pentastellati hanno presentato al Parlamento la proposta di abolire quelle norme interne di Camera e Senato, che permettono di avere una pensione ai parlamentari che hanno maturato quattro anni e sei mesi di mandato.


Il Fatto Quotidiano ha raccolto duecentomila firme sotto un documento che chiede l'abolizione dell'anomala pensione. Per fare quello che chiedono i pentastellati e i sottoscrittori del documento del Fatto Quotidiano, mandato al Parlamento, non é necessario affrontare l'arduo iter di un disegno di legge, ma basta modificare alcune norme interne della Camera e del Senato.

Resterebbero fuori, dall'auspicata modifica, i diritti acquisiti dai parlamentari precedentemente al 2012, anno in cui cessò il sistema dei vitalizi, che fu convertito nel sistema contributivo.

La competenza ad eliminare le pensioni anomale, che maturerebbero per gli attuali parlamentari dopo quattro anni e sei mesi di mandato, sarebbe un beneficio di limitata entità per le casse dello Stato, a fronte del pesante fardello portato avanti dal sistema dei vecchi vitalizi. L'osservazione é stata fatta anche dal presidente dell'INPS, Tito Boeri. Ma rimettere in discussione l'entità dei vitalizi, esistenti fino al 2012, vuol dire impelagarsi in un ginepraio di sofisticherie giuridiche, con ricorsi ai tribunali e alla Corte Costituzionale. Alla fine si potrebbe avere decisioni giurisdizionali contrarie al ritocco dei cosiddetti diritti quisiti. Allora, invece di avventurarsi in un defatigante percorso parlamentare dall'incerto esito, sarebbe intanto utile eliminare celermente di aggiungere, alle vecchie ingiustizie, anche la nuova stranezza che i parlamentari con quattro anni e sei mesi di lavoro possano percepire una pensione.

Non c'é alcun lavoratore comune che possa ottenere una pensione dopo aver lavorato solo quattro anni e sei mesi. Perché questo privilegio lo devono avere i parlamentari.

Nelle commissioni per i regolamenti, dove sono presenti anche i pentastellati che hanno presentato la proposta di modifica, i rappresentanti degli altri partiti che faranno?

I pidini hanno rilevato che esiste un loro disegno di legge, depositato nel 2015, che affronta in modo più organico il problema. Solo che gli stessi pidini l'hanno fatto dormire. Se ne ricordano adesso che i pentastellati propongono di risolvere parzialmente l'anomalia dei privilegi parlamentari. Il disegno di legge pidino non é stato finora calendarizzato, e porta la firma di soli 74 deputati Pd. Il che la dice lunga su quanto il Pd ci tenga a portarlo in aula.

Sembra che i dem se ne ricordino ora che la palla l'hanno lanciata i pentastellati, per far vedere di aver proposto prima la modifica. Una questione di intestazione a un partito di una proposta popolare tra gli elettori. Solo che il conflitto per la supremazia della proposta potrebbe ostacolarne l'accoglimento.

Che si approvino intanto le modifiche regolamentari, che possono essere fatte in pochi giorni, e si rinvii il resto a tempi migliori con la discussione del disegno di legge dall'incerto esito. Meglio l'uovo oggi che la gallina domani.