Petrosino, maxirissa: arrestati in sei. Indagini sulla sparatoria: i messaggi di D'Aguanno
Ancora una volta Petrosino teatro di un fatto di violenza. Sei persone, tre uomini e tre donne, se le sono date, infatti, di santa ragione, anche a suon di bastonate. Motivo del contendere: l’occupazione di un alloggio popolare.
A sedare la rissa sono stati i carabinieri della locale stazione, che hanno posto i sei protagonisti della vicenda agli arresti domiciliari. Il fatto risale a martedì sera. Ieri pomeriggio (mercoledì), dopo l’udienza di convalida svoltasi al Tribunale di Marsala, il giudice li ha rimessi in libertà con misure cautelari alternative.
Uno degli arrestati, Fabio Gurrera, è uscito talmente malconcio dallo scontro da dover ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale “Borsellino” di Marsala.
Questa la nota dei Carabinieri:
Serata di tensioni e litigi al complesso di edilizia popolare di via Gioberti a Petrosino. Martedì sera infatti i Carabinieri della locale Stazione, diretti dal Luogotenente Andrea D’INCERTO, con l’ausilio dei militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia, al termine di una lite scaturita per futili motivi, hanno tratto in arresto ben sei soggetti abitanti in quelle palazzine.
In particolare i Carabinieri hanno tratto in arresto DE VITA Paolo, petrosileno di 44 anni, AGATE Claudio, 23 enne marsalese residente lì a Petrosino, MORSELLO Anna Maria Valentina, 40enne petrosilena, GURRERA Gaspare, 43enne palermitano residente nella case popolari, FAVARA Vincenza, 37 nata a Castelvetrano e LO MONACO Vanessa, 27enne di Castelvetrano, per il reato di Rissa, denunciando altresì in stato di libertà per il medesimo reato A.C.D., 18enne, F.K., di 15 anni e D.G., anch’egli 15enne.
I predetti, nel tardo pomeriggio di martedì scorso, a seguito di un litigio legato all’occupazione abusiva degli alloggi di edilizia popolare, hanno scatenato una lunga e violenta rissa sedata solo dal massiccio intervento dei militari dell’Arma, al termine della quale alcuni di loro ha riportato inoltre alcune lesioni.
Vista la violenza della furibonda lite tra i condomini e considerato il tentativo di prolungarne le conseguenze anche dopo l’intervento dei Carabinieri, quest’ultimi nulla hanno potuto fare se non bloccare tutti gli intervenuti conducendoli presso la Stazione e procedendo dunque nei loro confronti. Su disposizione della Procura i predetti venivano ristretti agli arresti domiciliari salvo il DE VITA e l’AGATE che, tradotti presso la Villa Araba, veniva rinchiusi nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo da celebrarsi dinanzi il Tribunale di Marsala.
All’esito dell’udienza, il giudice lylibetano, convalidando l’operato dei militari dell’Arma, disponeva per tutti gli arrestati, la misura cautelare del divieto di avvicinamento l’uno all’altro a meno di 50 mt.
Secondo alcuni investigatori, ci potrebbero essere dei collegamenti tra i protagonisti della rissa e la sparatoria avvenuta domenica sera in Viale Licari, che ha causato il ferimento lieve di tre ragazzini. Come abbiamo scritto in un altro articolo, a Petrosino, paese piccolo dove ci si conosce un po' tutti, in molti sanno chi è l'autore dell'attentato intimidatorio, con una dozzina di colpi sparati contro il chiosco vicino il Comune. E lo sa a quanto pare bene pure lo stesso titolare del chiosco, Gaspare D'Aguanno, che scrive sul suo profilo Facebook: "Stai sereno, tanto lo so chi sei". E ancora: "Non mi fai paura. Io sono 34 anni che sono in guerra. Mi fai in ridere". Speriamo che i carabinieri fermino tutto prima che la guerra cominci davvero...
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