23/03/2017 06:00:00

Imprese artigiane in Sicilia, rallenta la crisi. I numeri

 Rallenta l'emorragia delle imprese artigiane siciliane. In cinque province su nove diminuisce il calo delle aziende. Il tasso di sviluppo e' sempre con il segno meno ma i numeri sono meno negativi che in passato. E' uno dei dati emersi dagli studi dell'Osservatorio di Confartigianato Sicilia, presentati nel corso del Focus "Quale Futuro per una terra piena di promesse?", a Palermo.

Piccoli miglioramenti nell'ultimo anno sono stati registrati a Caltanissetta (-0,5 per cento contro il -2,9 per cento del 2015), Messina (-0,8% contro il -2%), Agrigento (-1% contro il -1,5%), Catania (-1,2% contro il -2,1%) e Siracusa (-2,1% contro il -2,9%). Nel 2016 si registra un -1,2% contro il -2,4% del 2013 In questi settori vanno un po' meglio i settori manutenzione e installazione di macchinari ed apparecchiature e la green economy, ma anche l'industria alimentare, che registra un tasso positivo del +1,25%. L'agroalimentare e' il settore di punta della Sicilia, con il 32% di imprese artigiane, con un tasso di sviluppo dello +0,7%. Catania, Palermo e Messina sono le prime tre province per numero di imprese dell'artigianato agroalimentare: 2.273 a Catania, 2.097 a Palermo e 1.474 a Messina. Buone le performance dell'export di prodotti alimentari all'estero. In Sicilia si registra un +7%, a livello nazionale +3,6.

In Sicilia sono oltre 9 mila le imprese guidate dagli under 35 e rappresentano il 12 per cento dell'artigianato della regione. Accanto alle luci ci sono pero' anche le ombre: le difficolta' di accesso al credito, lo spread burocratico e fiscale con gli altri Paesi Ue, il gap tecnologico e digitale con il resto d'Italia, soprattutto il Nord, la concorrenza sleale, il sommerso (ogni quattro occupati regolari ce n'e' uno irregolare) e l'abusivismo ancora diffuso, i ritardi nella distribuzione dei fondi europei.


Ad esempio, l'analisi dei prestiti all'artigianato della Sicilia evidenzia a giugno 2015 uno stock concesso al comparto di 1.786 milioni di euro, con una diminuzione in un anno di 61 milioni, pari al -3,3%. Un'altra spina nel fianco per lo sviluppo e' la competitivita': la Sicilia ha un tasso di competitivita' piu' basso d'Italia (15,3%), un numero ben lontano da quello della Lombardia, prima in classifica con 53,5%.

“Noi vogliamo lanciare un messaggio a tutta la politica – dice il presidente di Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi –. Non importa chi sono oggi gli interlocutori istituzionali. Ciò che conta è sbloccare questi fondi, perché al di la di quale partito li utilizzerà, sono un’occasione di sviluppo per le nostre imprese. È il momento, primi che inizi la stagione elettorale, che la politica si svegli per capire quello che è stato programmato per la Sicilia. Sto parlando di Fondi europei, Patti per il sud, fondi stanziati per la Sicilia e per i quali non c’è nessun segnale all’orizzonte. Servono date certe e impegni precisi. Il nostro osservatorio dovrà adesso monitorare, mese per mese, la spesa dei fondi europei, dove resta bloccata e il perché”.