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04/04/2017 06:10:00

Strage di Pizzolungo, Margherita Asta: "Non ti scordar di me" è promessa e speranza"

“Vedendo i bambini che giocano in questo parco rivedo i miei fratellini”, sono le parole di speranza con cui Margherita Asta, nel giorno del 32°anniversario della strage di Pizzolungo, ha voluto ricordare ai presenti il valore della manifestazione “Non Ti scordar di me” che da dieci anni mantiene viva la memoria della madre Barbara e dei fratellini Giuseppe e Salvatore.

Non ti scordar di me – ha detto Margherita – è una promessa d'amore e di impegno per costruire una realtà diversa, una società migliore. Ai giovani non chiedo niente, ma devono camminare con gli adulti in un percorso di legalità”. È stato questo il momento più toccante della manifestazione si è svolta domenica 2 Aprile a Pizzolungo, nel luogo della strage. Tra i tanti rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il Prefetto Giuseppe Priolo e le altre autorità civili, militari e religiose, il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida ha voluto sottolineare con un “Mafia, ma non solo”, per spiegare l'origine di  una delle pagine più buie della storia trapanese, in cui Barbara Rizzo, 30 anni e suoi gemellini Giuseppe e Salvatore Asta di 6 anni, vennero dilaniati dall'esplosione di un'auto-bomba imbottita di tritolo e destinata al giudice Carlo Palermo, che da pochi giorni aveva preso servizio alla Procura di Trapani.

Tra i tanti cittadini che hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dall’amministrazione comunale di Erice e dal coordinamento provinciale di Libera, c’erano anche i genitori di Nino Via, il magazziniere della Gea ucciso 10 anni fa durante un tentativo di rapina. E quest’anno era presente anche il presidente nazionale di Libera, Don Luigi Ciotti: “Amiamo la vita e abbiamo un debito nei confronti dei morti ammazzati – le parole Del presidente di Libera -. La morte ci esorta ad essere più impegnati perchè i morti ci hanno lasciato in eredità la speranza di una società più giusta.

E da ieri Don Luigi Ciotti è cittadino onorario di Erice. La manifestazione, inserita tra le iniziative di “Non ti scordar di me” si è svolta ieri mattina. Questa la motivazione per la consegna della cittadinanza onoraria: Essersi contraddistinto per il suo impegno sociale contro i soprusi delle mafie in tutto il territorio italiano contribuendo a restituire “Speranza e Futuro”, invocando “Verità e Giustizia”.

Queste le prime parole del neo cittadino onorario di Erice: “Il nostro impegno per la libertà delle persone, per liberare chi libero non è, questo deve essere il nostro impegno quotidiano. Nella mia vita ho avuto il privilegio e l’onore di incontrare i familiari delle vittime di mafia e di violenze, ho avuto anche l’onore di incontrare e conoscere Margherita Asta, e per me è stato un dono, perché da lei e da tutte le persone ho imparato tanto dalla loro sofferenza. C’è bisogno non solo di parole ma anche di impegno da parte delle istituzioni, non diventi un idolo la legalità, molti si nascondono dietro questa parola, la legalità resta lo strumento per raggiungere l’obiettivo della giustizia a cominciare dal lavoro, se no la legalità resta solo una parola astratta”.
 



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