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08/05/2026 06:00:00

Maurizio Miceli contro Paolo Ruggieri: il centrodestra tra accuse, alleanze e contraddizioni

Molto dure le parole di Maurizio Miceli, presidente provinciale di Fratelli d'Italia, contro Paolo Ruggieri. Due personalità di centrodestra che, fino a qualche tempo fa, erano molto legate nell’azione politica. In poco tempo, le scelte di posizionamento su Marsala hanno ribaltato il tavolo della questione, cambiando anche i rapporti politici e, inevitabilmente, quelli umani.

Nell’intervista di ieri al Volatore, Miceli ha detto che non si occupa di “miseria politica”: il riferimento era a Paolo Ruggieri. Ha parlato del leader di ProgettiAmo Marsala come di uno che ha “traslocato” a sinistra, seppure il progetto della candidata Andreana Patti nasca come civico, per poi essere sostenuto anche dalle liste progressiste.

Non è lontano il tempo in cui Miceli e Ruggieri erano molto legati anche da un’amicizia, pronti a costruire un percorso politico che andava oltre i confini marsalesi.

Ruggieri ha più volte spiegato, anche durante l’apertura della campagna elettorale, che ProgettiAmo ha scelto democraticamente, attraverso un’assemblea, e che non si poteva imporre la scelta della candidata Giulia Adamo. Sempre in assemblea, la comunità del movimento civico ha poi scelto di intraprendere un altro percorso.

 

Le parole che pesano

Le parole, in politica, hanno un peso. E quando si utilizzano termini come “miseria”, riferiti a scelte e percorsi politici, il confine dello scontro dialettico viene inevitabilmente superato per entrare nel terreno dell’etica personale.

Per questo, l’affermazione di Miceli non può essere considerata una semplice battuta o una valutazione politica: è un giudizio grave, che colpisce persone e storie prima ancora delle alleanze.

E allora una domanda diventa inevitabile: perché nel mirino finisce soltanto Paolo Ruggieri?

Perché il ragionamento non viene esteso anche ad altri esponenti che provengono dall’area del centrodestra e che oggi sostengono Andreana Patti?

Lo stesso Michele Milazzo, che è stato assessore in quota Fratelli d’Italia, appoggia quella candidatura. Così come Michele Gandolfo. E non risulta certo che Gabriele Di Pietra o Leo Orlando siano figure riconducibili alla sinistra.

Eppure, nei loro confronti, non si registrano le stesse parole dure, né lo stesso livello di indignazione politica.

È qui che emerge una contraddizione evidente: alcune presenze vengono considerate accettabili, altre diventano improvvisamente motivo di scandalo.

Ma la politica non può essere letta con criteri variabili, a seconda delle convenienze del momento o dei rapporti personali.

Anche perché, quando arrivano le campagne elettorali regionali, quegli stessi mondi civici, moderati o di centrodestra vengono puntualmente cercati. I voti servono, eccome se servono.

E allora forse sarebbe più corretto distinguere il dissenso politico dagli attacchi morali, evitando parole che rischiano soltanto di alimentare divisioni e rancori, senza aggiungere nulla al confronto pubblico.

 

Le posizioni personali

L’unità del centrodestra a Marsala è stata raggiunta. Ruggieri ha fatto altre scelte che, puntualmente, gli vengono rinfacciate, mentre a Campobello di Mazara si giustificano posizioni alternative.

Città chiamata pure al voto il 24 e 25 maggio, Campobello vede Miceli e il partito — che, come ha detto il presidente, si è espresso attraverso la direzione provinciale — in appoggio a Piero Di Stefano, che dei meloniani a Campobello è il presidente comunale, mentre l’onorevole Beppe Bica sostiene Daniele Mangiaracina.

Miceli sostiene che Bica sia lì a titolo personale e non di partito, circostanza della quale poi dovrà rispondere nelle dovute sedi.

Anche Forza Italia, a Campobello, registra la stessa spaccatura: il segretario provinciale Toni Scilla appoggia Mangiaracina, mentre il capogruppo all’ARS Stefano Pellegrino sostiene Di Stefano.

Spaccature che vengono liquidate, ma che invece raccontano molto delle correnti e delle faide interne.

 

 

 

Miceli su Mazara

Fratelli d'Italia, dopo avere appoggiato — unico partito del centrodestra a farlo — la candidatura a sindaco di Salvatore Quinci a Mazara del Vallo, è stata poi messa alla porta.

Il quadro, però, del perché tutto questo sia avvenuto è poco noto e poco chiaro.

Esiste un documento scritto, firmato anche dal provinciale, ma Miceli è stato chiaro durante l’intervista: non esiste alcun patto diabolico per affossare o neutralizzare politicamente qualcuno.

Quello che, infatti, si vocifera è che Miceli, insieme a Nicola Catania e al sindaco Quinci, faccia squadra per arrestare la corsa politica di altre persone.

Miceli rimanda al mittente le accuse.



Native | 25/04/2026
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