Un uliveto confiscato alla criminalità organizzata e affidato alla cooperativa sociale Pimlico sarà inaugurato e intitolato al Beato Rosario Angelo Livatino venerdì 8 maggio 2026, alle ore 10:30, in contrada Piano Vignazzi.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Castellammare del Golfo in collaborazione con la cooperativa Pimlico e il Centro di Solidarietà Castellammare APS, rappresenta un nuovo percorso di valorizzazione dei beni confiscati, trasformati in strumenti di inclusione sociale e legalità.
Studenti protagonisti della “Passeggiata della giustizia”
La giornata sarà aperta dalla “Passeggiata della giustizia e della carità”, che coinvolgerà gli studenti degli istituti comprensivi “Giuseppe Pitrè”, “Pascoli-Pirandello” e dell’istituto superiore “Piersanti Mattarella”, in un percorso simbolico fino all’uliveto.
Seguiranno i saluti istituzionali, la benedizione del sito e la presentazione del progetto “OIL FOR JOB”, promosso dalla cooperativa affidataria.
Il progetto “OIL FOR JOB”
Il progetto punta a rendere produttivo l’uliveto attraverso attività agricole, formative e sociali rivolte in particolare a giovani in condizioni di fragilità, tra cui NEET e ragazzi coinvolti in percorsi penali o di messa alla prova.
Sono previste attività di coltivazione, potatura e raccolta delle olive per la produzione di olio extravergine, insieme a percorsi di recupero di antichi mestieri e laboratori artigianali. L’area, di forte valore paesaggistico e vicino a Scopello, sarà utilizzata anche per attività educative e inclusive rivolte a studenti e persone con disabilità.
Testimonianze e valore simbolico
Durante la cerimonia interverrà il magistrato Antonio Mazza, fondatore dell’associazione “Pietre Vive”, impegnata nella diffusione della figura del Beato Livatino e dei valori di giustizia e legalità.
La cooperativa Pimlico ha scelto di dedicare il terreno al magistrato siciliano, ucciso dalla mafia, in occasione del quinto anniversario della sua beatificazione.
Le istituzioni: “Un bene restituito alla collettività”
«La consegna di questo uliveto confiscato rappresenta un forte simbolo di riscatto: un bene sottratto alla mafia che diventa presidio stabile di crescita, legalità e attenzione ai più deboli», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Fausto.
Il primo cittadino ha sottolineato come il progetto sia il risultato di una collaborazione tra istituzioni, scuola e terzo settore, con l’obiettivo di trasformare i beni confiscati in luoghi di inclusione e opportunità.
«Restituire alla collettività i beni confiscati significa trasformare i segni del potere mafioso in spazi di solidarietà e presenza dello Stato», ha aggiunto Fausto, evidenziando il ruolo centrale delle nuove generazioni nel percorso di educazione alla legalità.