06/04/2017 06:00:00

Continua la polemica sugli eritrini di Trapani. Liviadotti: "La legge c'è e va rispettata"

Continua la protesta per evitare l’abbattimento di 39 eritrini a Trapani, di cui abbiamo parlato ieri. 

Gli eritrini sono degli alberi secolari e molto rari in Europa, in Europa se ne trovano molto pochi- precisa Marco Liviadotti, membro del Comitato per la salvaguardia degli eritrini- a Trapani siete fortunati che ne avete tanti. Questi alberi sono stati piantati circa 160 anni fa e ormai fanno parte del patrimonio culturale della città. È chiaro che prima di intervenire bisogna fare una programmazione, procedere ad un controllo, come si fa quando bisogna abbattere un monumento. Non stiamo tagliando una palmetta, stiamo parlando di alberi secolari. Ieri ne hanno tagliati due che avevano 160 anni e sono stati rasi al suolo e solo dopo è stato verificato che gli alberi erano sani e non vi era la necessità di abbatterli. Bisognava fare un controlloprima, era necessario vedere anche se i cittadini fossero d’accordo. So per certo che questi alberi non sono pericolosi; certo può esserci qualcuno pericoloso,ma non tutti! Bisognerebbe fare una perizia, controllare gli alberi uno alla volta.Gli eritrini in questione vanno ad estendersi in larghezza che in altezza, perchè li hanno sempre potati e sono diventati molto forti quindi è difficile che un albero cadano.  Ne può cadere uno ogni 50 anni. Inoltre è stato fatto un danno ad altri eritrini, giovanissimi, nella parte opposta della strada,e sono stati disintegrati senza capire il perchè. C’è un vero e proprio massacro agli alberi.  La soluzione? Se gli alberi cadono è perchè sono poco curati. C’è una legge del 2013 che in Italia tutti gli alberi monumentali vanno censiti e protetti, esiste anche una multa.”

Infatti la legge n. 10 del 14 gennaio 2013, potenzia il quadro normativo già sulla tutela dei patriarchi verdi, patrimonio paesaggistico e ambientale di grande pregio del nostro Paese.
Per garantire la massima tutela agli esemplari monumentali, la legge stabilisce inoltre che chi ne provoca il danneggiamento o addirittura provveda all'abbattimento, salvo il fatto che quest'atto costituisca reato, andrà incontro a sanzioni amministrative comprese tra i 5.000 e i 100.000 euro. 

“Abbiamo chiesto aiuto il Sindaco- riferisce Livadotti- ma non ci ha ascoltato; il vicesindaco ci ha chiesto una lettera firmata dal nostro Comitato. La lettera è stata firmata da trenta persone, ma a detta dell’assessore non era abbastanza.Adesso altri cittadini si stanno unendo a noi. L’assessore ci ha anche informato di dover pagare a spese nostre un perito che faccia un’altra perizia. Noi abbiamo chiesto di fermare questo massacro per capire cosa fare, non chiediamo altro”.

Arriva anche una nota dal presidente Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Trapani “FLG” Vito M. Mancuso:



La scrivente Fondazione con la sezione trapanese di Italia Nostra, sottoscrivendo la petizione di un comitato spontaneo di cittadini radunatesi stasera 4 aprile 2017 presso il Viale Duca D’Aosta di Trapani e inviata al Sindaco di Trapani, all’Assessore competente, alla Soprintendenza di Trapani e all’Ordine degli Agronomi e Dottori Forestali di Trapani, con la quale si richiede in via cautelativa la sospensione dei lavori di abbattimento di 39 esemplari centenari di Erythrina Caffra, chiamata comunemente Albero del Corallo , suggerita da una perizia della Demetra Società Cooperativa Sociale, sin dal primo pomeriggio di oggi hanno contattato il Presidente dell’Ordine degli Agronomi e D.F. Dr. Giuseppe Pellegrino, il Prof. Giovanni Curatolo già titolare della cattedra di Paesaggistica UNIPA e i colleghi specialisti in Arte dei Giardini e del Paesaggio.

I professionisti interpellati concordano con gli scriventi, per una puntuale e scientifica determinazione rispetto alla radicale soluzione del pericolo pubblico manifestato nell’avviso pubblicato dall’Amministrazione Comunale, circa lo stato di conservazione di una parte dell’esiguo patrimonio arboreo della città capoluogo.Facendo presente che il Viale Duca D’Aosta e il Viale Regina Elena rappresentano l’unica testimonianza di intervento particolareggiato-paesaggistico Novecentesco della città storica di Trapani, le sottoscritte associazione sono disponibili al confronto per una soluzione partecipata al problema di sicurezza pubblica delle piantumazioni storiche.

 

I lavori di abbattimento di 39 alberi di Eritrina da parte dell’amministrazione comunale dopo le verifiche effettuate da "professionisti specializzati", secondo la nota del Comune, per verificarne lo stato di salute e la loro eventuale pericolosità per l’incolumità pubblica. I controlli furono avviati dopo l’incidente verificatosi nel febbraio 2015 sullo scorrimento veloce dove un operaio perse la vita a causa del crollo di un ramo di pino sul mezzo su cui viaggiava. Anche in quel caso, dopo le verifiche, 80 alberi dovettero essere abbattuti in nome della sicurezza.Gli esemplari di Eritrina che saranno estirpati sono 30 in viale Duca d’Aosta, sei in piazza Vittorio Veneto e tre via Salvatore Calvino.
 

Contro questo massascro anche il Movimento 5 stelle di Trapani ed Erice: "gli alberi di Viale Duca D'Aosta sono identità di Trapani e dei Trapanesi- affermano i grillini- Anche il portavoce al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo ieri si è immediatamente attivato, chiedendo direttamente al Soprintendente di Trapani se fosse informato delle attività di taglio e abbattimento delle Eretrine. Il senatore già in mattinata ha inviato una richiesta di accesso agli atti indirizzata al sindaco di Trapani, all’assessore all’ambiente Ing. Licata e al dirigente del 7° settore Arch. Quatrosi, per chiedere le relazioni e i dati di verifica scaturiti dalle prove VTA sulle essenze."
 

Santangelo ha chiesto anche se fosse stato mai istituito l’elenco degli alberi monumentali della città e se fosse stata rilasciata per competenza un parere o nulla osta per i detti lavori sugli alberi.

 Il tema irrompe anche in campagna elettorale; infatti i candidati sindaco Fazio e Savona si sono schierati contro la decisione dell'uscente Sindaco Damiani. Il primo ha dichiarato di trovare paradossale l'azione di Damiano che: "si contraddistingue per un segno negativo del suo passaggio nella storia amministrativa di Trapani. Forse sarebbe stato meglio disporre un ulteriore approfondimento e individuare una strada per salvare questi alberi che caratterizzano il paesaggio urbano del centro storico e quindi sotto una tutela indiretta delle soprintendenza ai Beni Culturali e paesaggistici. Viale Duca d’Aosta senza le eritrine non sarà più riconoscibile dai trapanesi. Mi chiedo- continua Fazio"se la Soprintendenza abbia espresso un parere sul provvedimento. Invito il sindaco a desistere dal portarlo avanti e continuare nel taglio delle eritrine".

Anche Savona manifesta la propria contrareità all'azione di abbattimento degli alberi secolari:
“Questo programma di abbattimenti – afferma Savona – è il frutto della mancanza di pianificazione e gestione del verde pubblico, inteso da anni come mero decoro urbano invece che come variabile indicativa della qualità della vita. Anni di potatura selvaggia degli alberi e mancanza di sensibilita verso la piantumazione e la cura del verde pubblico stanno progressivamente minando la possibilitá dei cittadini di fruire dei vantaggi sociali che derivano dalla presenza di aree verdi: microclima migliore, più ossigeno, temperature mitigate, varietà di flora e fauna. Le aree interessate dalla programma di abbattimenti hanno nella presenza stessa di quegli alberi la loro identità: immaginare una passeggiata estiva in via Duca d'Aosta senza quelle chiome verdi é impensabile! "

Damiano ha diffuso un comunicato in risposta a Fazio: 

“Altrettanto paradossale e ridicolo trovo il comunicato stampa del cittadino Girolamo Fazio ormai avvezzo a ‘sparare’ sentenze di sicuro effetto mediatico, ma prive del benché minimo riscontro oggettivo, infarcite di personali considerazioni e, in quanto tali, irrilevanti sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello fattuale. Il suo pervicace e ostinato perseverare, prima come consigliere comunale oggi, decaduto dalla carica, come privato cittadino, nell’attacco a testa bassa contro non già l’Amministrazione ma contro la persona, ne delinea l’indole e la levatura. Informandolo che l’Amministrazione comunale, nella sua più ampia accezione, ha adottato, suo malgrado, un provvedimento necessario e urgente sulla base di valutazioni, esame e analisi dei resoconti prodotti da professionisti del settore, preciso che:

- FALSA, documentalmente FALSA e offensiva, non solo nei riguardi dell’Amministrazione, ma anche dell’intera collettività, evidentemente ritenuta bovina, l’affermazione secondo la quale ‘…nei cinque anni precedenti, su tutto il territorio comunale, nulla è stato fatto per la manutenzione ordinaria del verde pubblico.’

Sa bene egli, così come i cittadini, che l’Amministrazione comunale ha operato, con le difficoltà di una dotazione prima di soli sei giardinieri, oggi di tre (causa pensionamento), nella manutenzione del verde pubblico cittadino e delle frazioni con interventi ordinari, magari non ottimali per numero di personale e per scarse risorse finanziarie. Ricorderà il signor Fazio delle sue prime interrogazioni al Sindaco (estate 2012) nelle quali, gli attribuiva la responsabilità delle nefaste conseguenze ad opera del punteruolo rosso su talune palme distribuite sul territorio, in parte già morenti nella primavera precedente (era Fazio). Così come è documentalmente riscontrato il costante, anche nel corso dei cinque anni, intervento con insetticida specifico svolto dai giardinieri nelle prime ore del mattino persalvare le palme superstiti, oggi ancora lì al loro posto. Così come non gli è sfuggita la piantumazione nei giardini della piazza V. Emanuele e Viale Regina Elena, quando si sono trovate le risorse, di venti palme dattifere. E a nessuno sono sfuggiti gli interventi di potatura di siepi, alberi ed altre essenze sia nelle ville comunali, sia nelle scuole, che nei giardini, che nelle vie cittadine e periferiche. - VERO è che gli ‘…gli alberi …devono essere …controllati e mantenuti in ordine, curati… facendoli …coesistere con l’ambiente urbano creando un arredo irrinunciabile della città.’, ma non dice, il sig. Fazio, dei controlli e delle cure non effettuate durante la sua aurea e gloriosa epopea amministrativa (nella quale potevano ben assumersi dott. agronomi-forestali che oggi sarebbero patrimonio del Comune!) e, che oggi hanno manifestato le nefaste conseguenze richiedendo, ahimé, un intervento estremo e radicale; - VERO è, infatti, che in quel periodo la sua Amministrazione non risulta avere espletato alcun appalto per verifiche e potature, dimostrandosi, invece, prodiga di appalti per nuove piantumazioni.