La Corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna a 10 anni e 8 mesi di carcere che lo scorso 28 settembre il giudice delle udienze preliminari di Marsala Riccardo Alcamo ha inflitto a un 51enne mazarese (M.I. le iniziali) arrestato nel febbraio 2016 dalla polizia con l’accusa di avere ripetutamente abusato sessualmente della figlia della sua convivente, una bambina di nove anni.
Processato anche per maltrattamenti in famiglia, il gup di Marsala aveva, inoltre, condannato M.I. anche a un risarcimento danni complessivo (in favore della bambina e dei suoi familiari) di 49 mila euro. Risarcimento confermato anche dalla Corte d’appello.
“La condanna e il risarcimento danni – commenta l’avvocato di parte civile Concetta Inglese – non possono cancellare il trauma subito dalla piccola vittima, ne ripagarla, ma spero che questa sentenza possa costituire un segnale forte, anche a livello nazionale, per simili gravissimi fatti. L’appello proposto dalla difesa ha avuto solo carattere dilatorio”. A difendere l’imputato - per il quale, in primo grado, il pm Niccolò Volpe aveva chiesto 14 anni di carcere - è stato l’avvocato Vito Perricone. L’8 febbraio 2016, M.I. è stato arrestato dalla polizia di Mazara in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Marsala su richiesta della Procura. Le violenze sessuali sulla piccola sarebbero andate avanti per oltre un anno a partire dal dicembre del 2014. Dalle indagini è emerso che l’uomo avrebbe abusato della bambina quando questa le veniva affidata dalla madre.