26/06/2017 06:00:00

Sicilia, Banca d'Italia: "Economia ferma in quasi tutti i comparti"

L’economia della Sicilia è pressoché ferma. La conferma arriva dal report annuale degli esperti della Banca d’Italia che ribadiscono come la ripresa iniziata due anni fa abbia avuto una battuta d’arresto nei comparti agricolo e industriale, con le esportazioni in diminuzione. C’è una crescita per la verità per i redditi e i consumi delle famiglie, ma in maniera talmente contenuta da essere quasi impercettibile. Anche l’occupazione che stava vivendo un momento di crescita ha avuto un blocco iniziato nel secondo trimestre dell’anno scorso.

Occupazione - Tra i diversi punti approfonditi dal report c’è l’occupazione. In Sicilia il tasso di disoccupazione si è mantenuto fermo oltre il 22%. Nello specifico, nella fascia di età tra i 55-64 anni i disoccupati sono meno del 10%, mentre in quella tra 15-24 anni sono oltre il 57%. Altra cosa da tenere bene in considerazione è che tra i cittadini siciliani che hanno un diploma come minimo di terza media, la disoccupazione sale al 30%; tra quanti invece hanno una laurea, si ferma al 12%.

E considerando i 200 milioni che spende la Regione Sicilia per la formazione, i numeri che riguardano l’istruzione e i Siciliani sono molto significativi perché fanno emergere un rapporto abbastanza difficile. Basta ricordare che siamo i primi in Italia per abbandono prematuro degli studi, primi per abitanti con il solo diploma di terza media e gli ultimi per numero di laureati.

In Sicilia l’impiego negli uffici pubblici ha un ruolo fondamentale, ma oggi ci sono delle forti contraddizioni, come i 258 addetti ogni diecimila abitanti; numeri elevatissimi rispetto alla media nazionale che prevede 218 addetti. In totale nel pubblico impiego, tra Regione, Province e Comuni ci sono circa 20 mila addetti in più, mentre nella Sanità, la situazione è all’opposto; qui mancano circa novemila addetti e nonostante i tanti disoccupati si continua a rinviare i concorsi per le assunzioni.

Turismo - E’ questo l’unico comparto in cui c’è una crescita maggiore anche se non ci sono ancora i dati ufficiali della Regione che lo scorso anno ha comunque registrato un aumento di quasi il dieci per cento in più di arrivi e partenze negli aeroporti. Anche nei porti siciliani l’attività è cresciuta con i passeggeri in transito di oltre un milione di unità. Alberghi e ristoranti, sempre per il comparto turistico, segnano una crescita di oltre il 7% in due anni.

Comparto bancario – Ed infine, per restare al settore specifico di chi ha fatto il report sull’economia siciliana, quello che colpisce maggiormente è che in sei anni hanno chiuso i battenti oltre 300 sportelli bancari, con una perdita di posti di lavoro tra i «bancari» di oltre l’11%. Per quel che riguarda i prodotti bancari, c’è da dire che sono influenzati dalla crisi, ma comunque i siciliani hanno un incremento nell’home banking non indifferente, infatti, negli ultimi sei anni si è passati in Sicilia, dal 18% al 35% di persone che da casa fanno tutte quelle operazioni che un tempo si facevano esclusivamente allo sportello bancario. Tra questi servizi, i bonifici bancari online sono quelli che hanno avuto in Sicilia una maggiore crescita, superando i due terzi del totale. Dato che addirittura segna il primato a livello nazionale, confermando come l’utilizzo di internet banking inizi a piacere in maniera massiccia ai siciliani.