02/07/2017 06:05:00

"L'economia in Sicilia" vista dalla Banca d'Italia. Meno sportelli, aumenta l'home banking

Sono sessantadue gli istituti bancari presenti in Sicilia con almeno uno sportello alla fine del 2016. 28 di queste hanno sede amministrativa sull'isola. Rispetto al 2015 è sceso di una unità il numero di banche attive nel territorio regionale per effetto di un’operazione di concentrazione tra banche di credito cooperativo. Sono questi alcuni numeri del rapporto "L'Economia in Sicilia" presentato da Banca D'Italia

In questo ultimo anno si è ridotto il numero di sportelli bancari proseguendo il processo di razionalizzazione della rete territoriale in atto dall’avvio della crisi. Nel 2016 è proseguita la crescita dei depositi bancari delle famiglie e delle imprese residenti in Sicilia. L’incremento, più marcato per gli intermediari appartenenti ai primi cinque gruppi bancari, ha riguardato ancora i depositi in conto corrente, mentre è continuata la contrazione dei depositi a risparmio.

Obbligazioni - Il valore complessivo a prezzi di mercato delle obbligazioni emesse da banche e sottoscritte da famiglie e imprese della regione si è ridotto ancora significativamente, del 27,1 per cento su base annua (-23,9 nel 2015)

Diminuiscono i comuni senza sportelli - Dalla fine del 2009 al 2016 è cresciuto il numero di comuni non serviti da banche, in cui viveva il 2,9 per cento della popolazione siciliana, ben l’8 per cento dell’estensione del territorio regionale. La contrazione della rete territoriale è dovuta alle banche di maggiore dimensione, che hano chiuso un terzo dei loro sportelli.

Aumenta l'home banking -E' raddoppia, invece, dal 209 al 2016 il  numero di contratti di home banking in rapporto alla popolazione  raggiungendo le 35 unità ogni 100 abitanti, valore in linea con quello del Mezzogiorno ma ampiamente inferiore alla media nazionale. In Sicilia si registra invece una più elevata propensione a effettuare on line le operazioni di bonifico bancario.

Stabilità del Credito  - Dopo anni di flessione nella seconda parte del 2016 si è finalmente arrestata la flessione dei prestiti bancari all’economia regionale, in atto da oltre un triennio, ma nel Mezzogiorno e in Italia il credito è invece tornato a crescere già nei primi mesi dello stesso anno. All’aumento dei finanziamenti alle famiglie si è contrapposto un calo dei prestiti al settore produttivo. I prestiti erogati dalle banche appartenenti ai primi cinque gruppi nazionali hanno continuato a diminuire, mentre quelli concessi dalle altre banche sono cresciuti. Tale dinamica ha determinato un ulteriore calo della quota di mercato detenuta dai primi cinque gruppi a favore, soprattutto, delle banche grandi e medie, in continuità rispetto a quanto si è verificato a partire dal 2007. infine, all’aumento dei finanziamenti alle famiglie si è contrapposto un calo di prestiti del settore produttivo delle imprese.