15/07/2017 08:36:00

Marsala, condannato a un anno e dieci mesi l'ex presidente dell'antiracket, Lusseri

Se l’è cavata, in fondo, a buon mercato il 61enne marsalese Michele Lusseri  - ex presidente dell'associazione antiracket di Marsala -  processato, in Tribunale, per maltrattamenti sul luogo di lavoro, violenza sessuale e tentata violenza privata (inizialmente tentata estorsione) in danno di una sua ex dipendente, Isabel Liotta.

Il pm Giulia Mucaria aveva invocato una condanna a 6 anni di carcere. Il Tribunale, invece, concedendogli tutte le attenuanti, gli ha inflitto solo un anno e 10 mesi di reclusione.

La Liotta, tra il 2014 e il 2015, ha lavorato, senza regolare contratto, nel centro scommesse “Gold Bet” di via Abele Damiani gestito da Lusseri. La Liotta lo denunciò dopo essere stata licenziata. Ciò accadde nel luglio 2015. E a spiegarne il motivo, nel corso del processo, è stata una figlia dell’imputato, che in aula ha dichiarato che il padre sarebbe stato costretto a licenziare la Liotta dopo che la moglie lo ha messo “con le spalle al muro”. La giovane ha, infatti, raccontato che alla madre erano arrivate “voci” di una possibile “liason” del Lusseri con la dipendente. Una versione completamente diversa rispetto a quella dell’accusatrice, che nel processo si è costituita parte civile e che attraverso il suo legale, l’avvocato Maria Carla Garamella, ha fatto sapere di non avere mai avuto alcuna relazione sentimentale con il suo ex datore di lavoro.

A difendere Michele Lusseri sono stati gli avvocati Luisa Calamia e Duilio Piccione che, pur preannunciando appello per ottenere l’assoluzione, si mostrano soddisfatti per una pena che è stata di gran lunga inferiore a quella invocata dal pm.



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